L’incubatore E-Hub raddoppia per ospitare le idee delle start up
Taglio del nastro per l’ampliamento dell’E-Hub, l’incubatore d’impresa che ha sede all’interno della Techboard di via della Scienza a Modena Est. È nato meno di due anni fa per dare la possibilità a giovani aziende di sviluppare le proprie intuizioni e trovare importanti collaborazioni di mercato, in particolare nel campo dell’elettronica. Al taglio del nastro erano presenti, oltre al patron di Techboard Fabio Malagoli, anche Tiziana Ferrari, direttore generale di Confindustria Emilia, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e il sottosegretario alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna Davide Baruffi. Nei nuovi spazi sono stati realizzati ulteriori ambienti che hanno portato la superficie dell’E-Hub a un totale di circa mille metri quadrati. La nuova ala inaugurata ieri presenta due sale riunione aggiuntive alle esistenti, una sala grande per corsi ed eventi con 50 posti a sedere, sei uffici da quattro persone ciascuno oltre a una zona di coworking con un totale di 12 postazioni. Non mancano ovviamente tutti i servizi essenziali e un’area ristoro e caffè. «Chi viene da noi può farlo 24 ore su 24 avendo i codici d’ingresso – spiega Malagoli – e può contare su uffici allestiti di tutto punto, pronti all’uso, sull’utilizzo delle nostre tecnologie, su consulenza e momenti di mentoring, ma anche su servizi basilari come la ricezione della posta e dei corrieri, segreteria, amministrazione, comunicazione e marketing». Queste attività sono favorite dal fatto che all’interno della sede di Techboard trova spazio anche il MillEmilia Garage, che permette di avere attrezzature e spazi prova a fianco dei laboratori. Le start up ospitate da E-Hub (già dieci, e ora come detto ci sarà posto per altre sei) coinvolgono soprattutto professionisti con qualifiche ingegneristiche, con un’età media intorno ai 35 anni. Tra le più note lo spin off di Unimore Hipert (guida autonoma), Holomask, Refuel. «L’esperienza di questo primo biennio è sicuramente positiva - conclude Malagoli - perché ci ha permesso di assorbire competenze provenienti dall’esterno e di aprirci a interessanti partnership, creando un microclima di contaminazione, con giovani competenti ed entusiasti. Questo ha portato stimoli ulteriori al ‘core business’».
Giovanni Medici
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