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«L’assessore agli incontri, ma aveva il green pass?»

Alfonso Scibona
«L’assessore agli incontri, ma aveva il green pass?»

Simeone del Pd all’attacco di Ruini: «Contro il certificato e presente alle riunioni» La risposta: «Vuole sapere dati sensibili, mi sono sottoposto ai tamponi»

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Alfonso Scibona

«Chiediamo di sapere se l’assessore Ruini sia o meno in possesso del green pass, lo chiediamo per la nostra salute e per il rispetto delle leggi. L’assessore, notoriamente anti certificazione verde, si è infatti presentato lunedì 6 settembre ad un incontro di quartiere per cui la misura di sicurezza è obbligatoria».

Lo afferma il membro della segreteria Pd di Sassuolo Filippo Simeone. «Per partecipare è necessario essere in possesso del green pass – recitava il volantino comunale – per invitare i cittadini di Sassuolo a partecipare agli incontri di quartiere. Finalmente, dopo le varie polemiche intorno all’utilizzo della certificazione verde, speravamo, come Pd Sassuolo, che la scelta del Comune andasse verso un riallineamento con le norme statali e che con ogni probabilità l’assessore Corrado Ruini non ci sarebbe stato in ossequio alle sue idee più volte ripetute. Con mia sorpresa, però, quando mi sono recato in Sala Biasin mi sono accorto della presenza dell’assessore. Le questioni, quindi, sono due: o l’assessore Ruini è rinsavito e si è vaccinato (o ha fatto un tampone molecolare) ottenendo il green pass per partecipare; oppure ci troviamo davanti a una grave violazione delle norme di contenimento del virus Covid-19».

Dal canto suo Corrado Ruini ha deciso di non rispondere alle accuse ma ha specificato che la legge «non consente a nessuno di chiedere dati sensibili come l’essere o meno in possesso del green pass». Lo stesso assessore ha anche affermato che non serve solo il green pass per partecipare a determinati eventi e che lunedì e in altri incontri si è sottoposto a tampone molecolare.

Simeone continua in ogni caso a sciorinare episodi e precedenti, per imputare colpe all’assessore leghista. «Il sindaco Menani – aggiunge - aveva già difeso il suo sodale Ruini perché “la libertà di pensiero va tutelata”, (senza rispondere però al merito della questione sollevata dalla nostra capogruppo Mimma Savigni), ma di fronte a una violazione palese di norme statali, queste frasi di circostanza sono inutili. Vogliamo quindi sapere se l’assessore Ruini fosse in possesso del green pass in quella riunione e soprattutto se lo avrà in occasione delle prossime. Come sempre noi del Pd Sassuolo vigileremo sul rispetto delle norme per il bene di tutti i cittadini, anche di chi la pensa diversamente da come certifica la scienza, perché non siamo più nel campo delle opinioni personali, ma nel rispetto delle leggi per la tutela della salute collettiva».

Ruini, che in altre riunioni è stato presente, ha sempre avuto l’esito del tampone molecolare. Ultima di queste è stata sui problemi della scuola, e su questo risponde e relaziona il risultato. «Assieme alla dirigente comunale Mazzarella – dice – abbiamo incontrato i dirigenti dei quattro istituti comprensivi giovedì per evidenziare eventuali problemi sulla sicurezza dei bambini alla ripresa delle lezioni. È stato evidenziato che le norme che arrivano dal governo mancano dei regolamenti attuativi per capire come applicare il decreto. I problemi delle scuole sassolesi sono diversi e tra questi si pone in primo piano quello delle nomine del personale Ata da parte del provveditorato agli studi di Modena. Il rischio di iniziare l’anno scolastico senza il personale che apre, chiude e gestisce logisticamente le scuole».

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