Shomed porta il biomedicale nel futuro
A Medolla 56 espositori alla seconda edizione della Fiera che mostra il meglio del Distretto utilissimo anche contro il Covid
Giovanni Medici
Si conclude oggi al palasport di Medolla ShoMed, manifestazione fieristica giunta alla seconda edizione e dedicata ai fornitori di prodotti e servizi per il settore biomedicale. Organizzata da G.T.Service e patrocinata da Comune di Medolla e Unione Comuni Modenesi dell’Area Nord ha radunato 56 espositori «e almeno una decina sono rimasti fuori - spiegano gli organizzatori – a riprova del fatto che stiamo diventando un punto di riferimento. L’anno scorso per la prima edizione avevamo circa 30 stand». Mascherina, distanziamento, Green pass: ShoMed 2021 in tempo di Covid-19 dimostra come si possano promuovere eventi fieristici in un momento difficile ma in un territorio, quello del Distretto biomedicale mirandolese, che proprio a causa della pandemia ha visto aumentare i ritmi produttivi ma anche brevetti, invenzioni, acquisizioni. Tra gli espositori ad esempio c’è la GLP: si occupa di brevetti e tutela di marchi, ha diverse sedi in Italia e per circa il 10% della sua attività lavora proprio con le aziende del distretto biomedicale, dati del 2020.
«Siamo partner strategico nell’ambito della proprietà intellettuale, Sono diverse decine i clienti della zona – spiega Davide Pilati – Il vostro territorio propone sempre invenzioni e brevetti e tutto ciò va tutelato in Italia e all’estero».
Molti visitatori, almeno a giudicare dagli accenti che si sentono e dalle lingue che si parlano negli spazi del Palazzetto dello sport medollese, non sono di sicuro ‘padani’. Corrado Bellini è il titolare della RanD, e mostra una apparecchiatura con un grande schermo e tanti indicatori. «Serve per la chirurgia oncologica, per il trattamento e la cura dei tumori. Grazie a questa macchina e alla soluzione ipertermica che immette nel corpo si arriva a introdurre farmaci chemioterapici nei tessuti: consentono il lavaggio delle cellule tumorali libere o microagglomerate che si trovino ancora nell’addome – spiega - di chi è stato appena operato dal chirurgo». Hipec, così si chiama questa macchina, è un ausilio post-operatorio che la RanD, che ha sede proprio a Medolla, ha venduto in tutto il mondo. È invece di Concordia la Tecnoline, che espone a ShoMed una lettiga speciale con intelaiatura in Pvc. «È una sacca di biocontenimento: consente di isolare il paziente durante il trasporto anche in aereo, eliminando così il rischio di contagio per il personale sanitario e semplificando le operazioni di sanificazione dell’ambulanza. «La versione standard costa diecimila euro, gli ospedali della zona – spiega Gino Alboresi, sales manager dell’azienda – ce l’hanno tutti. Ma produciamo anche decontaminatori per gli scambiatori di calore che si usano in cardiochirurgia. Un trattamento di dieci minuti ogni mattina con l’ozono impedisce al virus chimera di attecchire nelle valvole cardiache che poi devono essere montate sui pazienti in attesa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google