«Comandante diffamato» Il caso al tribunale militare
Continua al tribunale militare il procedimento a carico di due componenti del Nuovo Sindacato Carabinieri, denunciati dal comandante della Compagnia di Carpi per diffamazione aggravata.
Il caso risale allo scorso anno: il sindacato diramò una nota in cui si parlava di «faldoni di carteggio e di atti di ufficio sugli scaffali», scaraventati a terra durante visite formali con conseguente «disagio subito dai colleghi – diceva il sindacato – che presumiamo abbiano dovuto sobbarcarsi l’onere di chinarsi a riordinare le carte». Ieri lo stesso sindacato ha diramato un’altra nota in cui parla della decisione «del gip, a seguito della richiesta di archiviazione proposta dal pm», di «chiudere il procedimento».
In realtà, il procedimento viene trasferito. «Si esprime soddisfazione e rispetto per il provvedimento del gip. Provvedimento che ha tombato l’iniziativa del pm di archiviare il procedimento attivato dal capitano per diffamazione – puntualizza l’avvocato del comandante, Cosimo Zaccaria – Infatti, il processo a carico di due sindacalisti proseguirà presso il competente tribunale militare. Addirittura, le indagini sono già concluse: il procuratore militare ha già inviato l’avviso di conclusione indagini agli stessi sindacalisti. Atto che significa la prosecuzione del procedimento e non l’archiviazione. Sorprende il contenuto dell’ultimo comunicato sindacale. La buona informazione richiede sempre l’aderenza alla realtà degli accadimenti, soprattutto quelli giudiziari».
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