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«Quartieri-ostello, spazi liberi e green» Ecco la nuova città disegnata dai giovani

Francesca Palomba ; F.P.
«Quartieri-ostello, spazi liberi e green» Ecco la nuova città disegnata dai giovani

GenerAzione Festival entra nel vivo: laboratori e confronti «Anche i luoghi abbandonati diventino una priorità»

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Francesca Palomba

L’idea di città capillare in cui centro e provincia sono efficacemente collegati magari da una mobilità green per rispondere al problema del traffico specialmente del conseguente inquinamento urbano è solo una delle idee emerse durante “Spazio giovani” di GenerAzione Festival al parco Ferrari.

Il laboratorio di riflessione e progettazione partecipata sui temi della rigenerazione urbana e dell’utilizzo dello spazio pubblico è curato dal sociologo e urbanista Tommaso Bassi e dai designer Gregorio Vaccari e Zhai Dewei e, ancora una volta, vede protagonisti i giovani. Al centro del dialogo il loro modo di percepire e vivere i luoghi di aggregazione, i servizi e le attività.

«Questo festival è un’ottima occasione per ascoltare la voce dei giovani che sono protagonisti di questa rassegna così come del futuro. Ci siamo messi tutti in gioco provando a raccontare cosa vorremmo per la nostra città», spiega la giovane organizzatrice Rosaluna Capucci.

«Mi approccio a questo evento con desiderio di confronto sul tema degli spazi in cui viviamo e mi domando cosa immaginano i miei coetanei per migliorare la realtà territoriale e come si propongono di sviluppare le loro idee», afferma Tommaso Ricchi, da Vignola. Le idee non mancano di certo a lui che all’interno del workshop parla di «quartieri ostello» riferendosi alla realtà territoriale di Bologna e altre grandi città. «Per uno studente o residente trovare anche solo una stanza in affitto in zone centrali è ormai un’impresa e a rimetterci sono soprattutto le periferie sempre più popolate. Basterebbe creare incentivi per favorire sgravi fiscali ai proprietari di immobili spinti, invece, a servirsi delle più remunerative piattaforme legate al turismo». Poi Sara Damiola: «Ho conosciuto questa iniziativa online e arrivo da Brescia con grandi aspettative e voglia di partecipare. La ritengo una valida occasione di confronto partecipato sui temi interessanti della progettazione urbana e dell’ambiente».

La regione Emilia-Romagna è da sempre nota per la capacità di coinvolgere rispetto all’ambito sociale e stimolare la partecipazione attiva dei cittadini. Tuttavia, nonostante il clima di generale soddisfazione per la gestione degli spazi e la promozione di numerosi eventi da parte del Comune e della Provincia di Modena, sono tantissimi i progetti sui quali i giovani partecipanti fantasticano. Promettenti soprattutto i loro sguardi rivolti verso un futuro più sostenibile.

Creare un senso di comunità anche in quanto a condivisione di energia è la proposta di Alessandro Fasano. Il ragazzo spiega: «Si potrebbe creare una micro rete di energia ecosostenibile, penso a vari micro abb autosufficienti rispetto all’energia che scorre nel resto della città. Si eviterebbero totali black out».

È un ragazzo di nome Mario a insistere contro l’abbandono degli spazi pubblici: «Prevenire la formazione di luoghi abbandonati all’interno delle città aiuta a favorire una società meno soggetta a episodi di illegalità. Per gli edifici e i luoghi già in stato di abbandono sarebbe opportuno stanziare più fondi».

«Soprattutto in quanto giovane ritengo che lo spazio debba rimanere il più neutro e libero possibile per garantire permeabilità a diversi usi e un più immediato adattamento ai cambiamenti che sono inevitabili in una città. Vivo con entusiasmo questo luogo che oggi è adibito a festival e mi propongo di stimolare idee, magari in futuro anche realizzabili, in coloro che aderiscono», dice uno degli organizzatori e progettista urbano Tommaso Bassi.

Per la città di Modena ma non solo che ci si augura che le brillanti proposte emerse possano concretizzarsi in futuro non troppo lontano.

F.P.

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