Scuola, indagini mirate e tamponi gratis Così si lotterà per restare in presenza
L’assessore regionale Donini parla alla vigilia dell’avvio delle lezioni: «Situazione migliore del 2020, ma controlleremo»
Leonardo Grilli
Evitare la didattica a distanza attraverso un articolato piano di controllo, prevenzione e tracciamento contando su un’arma che lo scorso anno non c’era, il vaccino. E puntando su una classificazione dei contatti stretti che mandi in quarantena non più classi o istituti interi ma unicamente studenti, docenti e personale davvero a rischio contagio.
Raffaele Donini, assessore alla Sanità della Regione, spiega che l’inizio delle lezioni a scuola sarà un vero e proprio «banco di prova per mettere in campo tutti i mezzi di prevenzione possibili».
La situazione generale, ha spiegato Donini, «non è come l’anno scorso. La popolazione vaccinata, fra docenti e personale, supera il 95 per cento. La popolazione scolastica fra i 12 e i 19 anni ha avuto un’impennata in questi giorni, siamo al 68 per cento di copertura in regione come prima dose e arriveremo nelle prossime settimane a completare il ciclo di immunizzazione per gran parte di loro. Questa è la migliore garanzia».
Garanzia che, da sola, non basta. «Continueremo a monitorare la situazione – prosegue l’assessore – anche attraverso l’adesione al protocollo nazionale sulle scuole sentinella, svolgendo tamponi molecolari salivari e dando la possibilità a tutti coloro che non possono vaccinarsi, quindi gli under 12 e tutti quelli che hanno delle patologie certificate, di potersi testare gratuitamente ogni settimana in farmacia con un tampone rapido».
L’obiettivo, chiarisce Donini, è quello di combattere per la didattica in presenza: «Vedo una situazione più presidiata rispetto all’anno scorso sia grazie alla vaccinazione, siamo a livelli molto alti e sopra la media nazionale, che ai dipartimenti di sanità pubblica».
Sarà loro compito, infatti, svolgere «delle indagini epidemiologiche mirate. I contatti stretti dei casi positivi saranno effettivamente stretti sulla base delle informazioni che arriveranno dalle scuole. E non sarà necessariamente tutta la classe ad andare in quarantena. Come sanità pubblica cerchiamo di essere a supporto per garantire ai nostri alunni e ai nostri figli la scuola in presenza».
L’attenzione è però catalizzata anche dall’imminente necessità di somministrare la terza dose di vaccino anti Covid. «A livello nazionale il campione è stato stimo in circa tre milioni di persone, qualche centinaio di migliaia in Emilia-Romagna. Pazienti noti che soffrono di patologie che creano un’immunodepressione in ragione della quale, probabilmente, la risposta anticorpale non è stata così forte da durare nel tempo. Inizieremo il 20 settembre su chiamata attiva, verranno contattati e nel giro di qualche settimana esauriremo il target».
Un appello, infine, a chi tra il personale scolastico ha deciso di non vaccinarsi: «Fate il vaccino e fatelo in fretta – prosegue l’assessore – in modo da poter affrontare l’autunno più serenamente. Vaccinarsi è un obbligo morale, dobbiamo proteggere le persone più vulnerabili e più anziane e non c’è norma che possa essere più efficace di una coscienza che tutela la popolazione più fragile».
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