FdI: 5 mosse per riportare i medici in montagna
Pavullo. Cinque mosse per favorire il reperimento dei medici in montagna, sia quelli ospedalieri che quelli di famiglia. Sono contenute nella proposta di legge che Fratelli d'Italia sta presentando sia a livello nazionale che regionale, con la risoluzione di Michele Barcaiuolo. Le proposte sono di aumentare del 10% lo stipendio a chi viene a lavorare qui, di far sì che 12 mesi di lavoro in queste zone valgano come 18 sia ai fini dell'avanzamento di carriera che previdenziali e di offrire un alloggio gratuito. Questo soprattutto per i giovani. In più, per i medici in pensione, la possibilità di essere riassunti a titolo volontario.
Idee che sono state presentate ieri pomeriggio simbolicamente davanti all'ospedale di Pavullo da Barcaiuolo assieme agli onorevoli Marcello Gemmato (responsabile nazionale sanità per FdI), Ciro Maschio e Francesco Lollobrigida (capogruppo FdI alla Camera) e i candidati per FdI a Pavullo Daniele Iseppi, Gian Luca Vignocchi e Federica Galloni. «Di fronte a un problema sistemico occorre l'azione organica di una legge» ha sottolineato Barcaiuolo. «Se non ci sono meccanismi premianti per chi viene in zone disagiate, i giovani medici preferiranno sempre il lavoro nei grandi centri di pianura» ha rimarcato Gemmato. «Ci vogliono strumenti idonei per evitare lo spopolamento delle aree interne» ha continuato Lollobrigida. Presente anche il comitato Pavullo 95, che con Gaetano Vandelli ha portato all'attenzione degli onorevoli le criticità dell'ospedale di Pavullo: «C'è rimasto un solo primario, tutti gli altri sono a scavalco, i dottori vengono assunti per 6 mesi, abbiamo sale operatorie nuove che non possono fare urgenza, non si sa quando riapriranno il Punto nascita: sta diventando una bella scatola con dentro poco o nulla».
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