Gazzetta di Modena

Modena

l’incidente mortale sul cavalcavia cialdini 

Si è costituito il pirata della strada: «Non ho visto il ciclista investito»

D.M.
Si è costituito il pirata della strada: «Non ho visto il ciclista investito»

Il 41enne, italiano residente in città, si è presentato alla polizia locale, che era già sulle sue tracce

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Si è costituito presentandosi spontaneamente alla polizia Locale l’uomo alla guida dell’auto che venerdì sera ha travolto e ucciso il 51enne marocchino Hamdi Hanouni mentre stava percorrendo in bici il cavalcavia Cialdini.

Si tratta di 41enne italiano residente in città, che sabato sera accompagnato dal suo avvocato è venuto al Comando di via Galilei riferendo di esserci stato lui alla guida dell’auto che ha causato l’incidente. Di cui ha garantito di non essersi minimamente accorto: ha detto di non aver visto il ciclista nell’oscurità, e quindi di non aver realizzato neanche lo scontro. Per questo non si sarebbe fermato a prestare soccorso. Solo nella giornata di sabato si sarebbe reso conto di quanto accaduto apprendendo la notizia della morte di un ciclista la sera precedente sul cavalcavia Cialdini, dov’era passato lui.

La polizia Locale, che conduce l’indagine per omicidio stradale e omissione di soccorso su mandato della Procura, era comunque sulle sue tracce: come anticipato ieri dalla Gazzetta, nell’impatto la sua auto aveva perso uno specchietto, ritrovato sul luogo dell’incidente. Gli agenti dalle sue condizioni si sono resi conto subito che era compatibile con uno scontro di quel tipo, e facendo alcune verifiche non ci hanno messo molto a capire che si trattava di un pezzo appartenente a una Ford Mondeo. Stavano già procedendo al passo successivo: l’individuazione della targa attraverso le immagini catturate dal sistema di videosorveglianza della zona o da telecamere private. Con tutta probabilità sarebbero riusciti lo stesso a risalire a lui, anche se ci sarebbe voluto tempo. Ora dovrà rispondere di omicidio stradale e omissione di soccorso, con una posizione leggermente alleggerita dalla sua costituzione. Chiaro che la sua versione dei fatti andrà verificata: sa strano infatti che non si sia accorto di nulla dopo aver perso uno specchietto, strumento che alla guida si guarda di continuo.

«L’esperienza insegna che con gli attuali mezzi investigativi a disposizione delle forze dell’ordine difficilmente il responsabile di un sinistro, soprattutto se ci sono vittime, può farla franca – sottolinea Roberto Riva Cambrino, comandante della polizia Locale – prima o poi riusciamo a risalire all’automobile coinvolta e al conducente alla guida. Meglio quindi consegnarsi spontaneamente e ammettere quanto accaduto. Ma soprattutto fermarsi e prestare soccorso, anche per non aggravare la propria posizione con il reato di omissione».



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