Nel futuro dello stabilimento ex Bugatti l’ipotesi di un museo di auto d’epoca
Domenica un evento internazionale a 30 anni dalla presentazione della EB 110 con l’annuncio della nuova destinazione
Giovanni Medici
Nuova vita per la Fabbrica Blu di Campogalliano a 25 anni dalla chiusura.
Domenica prossima l’ex stabilimento della Bugatti sarà teatro di un grande evento internazionale, a trent’anni esatti dalla presentazione a Parigi di una delle supercar simbolo degli anni Novanta e a 140 dalla nascita di Ettore Bugatti: la EB 110, prodotta a Campogalliano dal 1991 al 1995 in 139 esemplari.
Ma la data del 19 settembre è particolarmente attesa perché verrà soprattutto svelato il futuro di questa grande area a fianco dell’Autostrada del Brennero, e che si presenterà al pubblico in questa occasione per l’ultima volta così come la conosciamo.
Centro commerciale, stabilimento industriale per vernici innovative, vetrina per produzioni locali e non: molte sono state le ipotesi di riutilizzo della Fabbrica Blu in tutti questi anni.
Gli organizzatori non parlano ma gli addetti ai lavori spiegano che qui dovrebbe sorgere un museo dedicato alle auto d’epoca. E allora torna alla mente il nome di Alejandro Guillermo Roemmers, titolare in Argentina dei Laboratori Farmaceutici che portano il suo nome: è accreditato come il quinto uomo più ricco del Sudamerica. Roemmers aveva manifestato già due anni fa il suo interesse ad acquistare l’ex stabilimento di Campogalliano per farne la sede della sua collezione di 200 auto d’epoca, con tanto di progetto architettonico faraonico. Va detto però che un anno fa una diatriba giudiziaria tra Roemmers e l’attuale proprietario dell’area, il romano Marco Fabio Pulsoni, ha bloccato tutto. Proprio di pochi giorni fa è la notizia che il primo round dell’arbitrato richiesto alla Camera arbitrale di Ginevra è andato a sfavore di Roemmers: una vicenda giudiziaria che non si concluderà in breve tempo.
Nel corso della giornata del 19 settembre (ovviamente saranno rispettati i regolamenti sanitari anti-Covid e sarà per questo riservata a un numero limitato di partecipanti, 300) sarà possibile incontrare alcuni di coloro che hanno dato vita all’idea di produrre a Campogalliano vetture con il nome del genio ferrarese: in primis il fondatore Romano Artioli, poi Giampaolo Benedini, responsabile dello stile della EB110, e Loris Bicocchi, il collaudatore della vettura. La EB 110 era dotata, lo ricordiamo, di un motore V12 quadriturbo da 560 e 610 CV a seconda delle versioni, trazione integrale e telaio in carbonio, che la spingeva a 350 all’ora, opera dell’ingegnere Paolo Stanzani.
All’inizio degli anni Novanta alla Bugatti di Campogalliano lavoravano 200 persone, su un’area di 240 mila metri quadrati. Non mancherà domenica alla festa di compleanno della EB 110 anche una delle dieci Bugatti Centodieci, l’hypercar da 1600 cavalli e 8 milioni di euro dedicata proprio ai trent’anni della progenitrice. Ci saranno anche la prima EB 110 prodotta e le sportivissime Imsa e LeMans.
Quella che era un tempo la catena di montaggio ospiterà invece una mostra di oggetti e materiali di proprietà di ex dipendenti e collezionisti. Ricordiamo che Volkswagen è proprietaria del marchio Bugatti dal 1998. Appena due mesi fa Porsche e Rimac (produttore croato di hypercar elettriche) hanno annunciato la creazione di una joint venture, la Bugatti-Rimac, che avrà il suo quartier generale a Zagabria: la Rimac ne deterrà una quota del 55 per cento e la Porsche del 45 per cento.
Nei giorni scorsi è infine nata ufficialmente l’APS Bugatti Automobili Campogalliano-associazione storico culturale, sodalizio che vuole riunire, tutelare e valorizzare la storia dell’impianto, che venne inaugurato il 15 settembre 1990 e chiuso appena cinque anni dopo, continuando così il lavoro iniziato tanti anni fa da Ezio Pavesi e dalla sua famiglia.
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