Gazzetta di Modena

Modena

la condanna 

Cani e gatti tenuti in condizioni precarie Duemila euro di multa

S.A.

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Duemila euro di sanzione per la 51enne I.T., imputata per maltrattamento animali. La storia è molto articolata e si suddivide in più fasi. La donna accoglieva nella sua baracca tutti gli animali abbandonati che le portavano. Lo stato di incuria in cui si trovava a vivere, tuttavia, si rifletteva anche sugli animali e per questo, il pubblico ministero, nelle scorse settimane, aveva chiesto al giudice il pagamento di un’ammenda. La storia dell’imputata non è delle più semplici: ha dovuto superare numerose difficoltà da quando ha raggiunto l’Italia.

La signora risulta, infatti, priva di dati anagrafici che aiutino a ricostruire la sua identità. Per questo, per la difficoltà nel reperire il codice fiscale, riscontra numerosi problemi anche con l’Ausl al momento di effettuare visite ed esami.

I. T. accoglieva cani e gatti di cui si sbarazzavano altri proprietari e si offriva di accudirli. Gli agenti della Polizia locale si sono accorti di questa situazione durante un controllo urbanistico. Verificata la situazione in cui la donna viveva, la Polizia locale ha riscontrato che anche gli animali erano in condizioni precarie. Pertanto si è aperto il caso anche dal punto di vista giudiziario con l’imputazione per l’articolo 727, secondo comma, del codice penale che parla di animali detenuti «in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze».

Questo ha portato la 51enne a processo per maltrattamento di animali.

L’avvocato difensore, Domenico Ippolito, ha sostenuto nelle passate udienze come non esistessero prove che i cani e i gatti si fossero ammalati nel periodo di permanenza presso la baracca della donna che, nel frattempo, si è trasferita da Modena a Bologna. L’avvocato aveva chiesto al giudice Francesco Cermaria l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato. A prova di ciò, i sette cani e i quattro gattini in un primo tempo sequestrati, sono stati poi restituiti. Il pm, invece, aveva chiesto invece 800 euro di ammenda. Il giudice ieri ha stabilito un’ammenda di 2mila euro.



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