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vignola. dopo il raid violento dell’altro giorno 

«Risse in centro? Ora basta» Residenti furiosi e impauriti

Mattia Vernelli
«Risse in centro? Ora basta» Residenti furiosi e impauriti

«Ci sentiamo impotenti, sono bande miste con stranieri e italiani insieme» L’incubo delle lotte per controllare lo spaccio. E c’è chi si organizza per traslocare

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Mattia Vernelli

VIGNOLA. Di allarmante, oltre la rissa, il lancio di bottiglie, il sangue sui muri, c’è che i residenti di Via Barozzi si dicono «non troppo sorpresi» di quanto accaduto venerdì sera a mezzanotte.

La paura c’è, e non potrebbe essere altrimenti, per chi ha assistito al violento episodio dalla finestra di casa.

«Ma è la normalità nelle serate estive», come spiega un quarantenne che abita negli storici palazzi di via Barozzi.

Lui, come tutti gli altri intervistati, ha preferito rimanere anonimo. «Capita specialmente nei weekend. E la causa - dice - e qui tutti lo sanno, è la rivalità tra gruppi di ragazzi per motivi legati allo spaccio. Sono principalmente extracomunitari, ma ci sono anche ragazzi italiani».

Un’altra residente vuole dire la sua. «Sono quattro anni che sono qui, ma ultimamente la zona mi sembra degradata ulteriormente. Venerdì notte sono andata a letto alle 4 per il gran trambusto che hanno fatto». C’è addirittura chi desidera andare via, lasciare la zona. «Sto cercando casa in un'altra parte di Vignola. Vivo con mia moglie che aspetta un bimbo, la sera nel weekend non mettiamo piede fuori casa. Dal secondo piano a volte sentiamo grida e urla, come nel putiferio di venerdì sera. L’altro giorno finalmente qui è arrivata la Finanza con i cani antidroga. È risaputo che questo è un angolo di spaccio». Il venticinquenne intervistato non è l’unico che nei weekend estivi sceglie di chiudersi in casa.

«Io non scendo mai - dice un vicino - perché degli scontri e delle risse non ne voglio sapere. E non parcheggio più l’auto qui sotto la notte, perché ho paura di trovarmela rigata la mattina, come successo più volte. Se si osserva il manto stradale della strada, si scorgono buche ovunque: dopo che si staccano, le pietre vengono scagliate dai ragazzi nelle risse e nei loro scontri». Una signora si discosta dalle opinioni dei vicini.

«Tutte le sere, weekend compreso, porto in giro il cane. Non sono ancora al punto di chiudermi in casa, - spiega - e non sono in preda al terrore quando percorro questa via. Certo però che qui di problemi ce ne sono: dalla sporcizia lasciata dai ragazzi la sera al fatto che, per uscire di casa bisogna regolarmente chiedere il permesso perché sono sempre seduti sulla soglia della porta. Le risse sono regolari, questo è vero, e serve una maggiore presenza delle forze dell’ordine». Una ragazza 34enne che abita in via Barozzi è stata una spettatrice del caos di venerdì.

«I weekend d’estate sono insostenibili - dice - ormai è normale. Anche se quanto successo l’altra sera ha oltrepassato il limite. Di solito gridano, litigano tra di loro. Questa volta però hanno coinvolto davvero tante persone: i passanti, i clienti del White Dragon che scappavano, tutti noi affacciati alle finestre. L’ondata di violenza è arrivata fino in centro dalla Vecchia Piazza. Certamente è stato un momento di panico collettivo, moltiplicato dalle schegge di vetro che volavano per la strada. Le persone sono sempre le stesse, principalmente stranieri e qualche italiano. Sarebbe fuorviante e inutile però generalizzare, questa zona è una realtà multiculturale da anni, abitata anche da tante famiglie per bene, padri e madri di famiglia che lavorano e crescono i figli. È un tema delicato, va affrontato al di là delle semplificazioni».

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