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È nata MeckMarket piattaforma digitale per impianti nuovi e usati

Giovanni Medici

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Giovanni Medici

Dalle 8 di ieri è operativa MeckMarket, una piattaforma digitale dedicata alle piccole e medie aziende manifatturiere e che si occupa della compravendita di beni industriali e macchinari nuovi e usati. L’idea è della start up modenese fondata da Riccardo Borsarini e Paolo Scapinelli ed è stata presentata ieri nella sede di Confindustria Emilia. MeckMarket ha intenzione di conquistarsi uno spazio nel mercato B2B online, che è in crescita in tutta Europa e ha già un grande riscontro in Usa e in Oriente. L’azienda che ha macchinari inutilizzati, linee produttive da affittare o anche beni invenduti in magazzino può in breve tempo e in modo semplice inserirli in MeckMarket: la piattaforma di Borsarini, Scapinelli e dei loro collaboratori l’aiuterà a trovare un acquirente, in zona ma anche in Estremo Oriente o in Turchia, storici mercati di assorbimento per questi manufatti. «Attraverso una rete certificata vogliamo aiutare le aziende a riutilizzare prodotti già esistenti, senza investire su macchinari di nuova produzione, riducendo costi e impatto sull’ambiente. Non siamo intermediari e non applichiamo – si legge sulla home page della piattaforma - alcuna commissione sul venduto, le tariffe per le inserzioni sono fisse e uguali per tutti e gli annunci sono multilingue per il mercato internazionale». MeckMarket, nata dopo un confronto durato circa due anni, offre alle aziende manifatturiere pure la possibilità di aprire un catalogo personalizzato di prodotti online, anche nuovi. «Esistono già iniziative simili – ha detto ieri nel corso della presentazione Riccardo Borsarini – ma sono asettiche. Contatto personale e interazione sono invece garantite da MeckMarket. Vogliamo aiutare le imprese a creare una linea di business nuova». «Se arriveremo a fine anno con 100-150 aziende partner saremo contenti, rivolgendoci ad una platea regionale potenziale di almeno 35 mila aziende del manifatturiero. Ovviamente abbiamo intenzione di ampliare l’organico. Per verificare lo stato dei macchinari inutilizzatisulla nostra piattaforma – ha sottolineato invece Paolo Scapinelli, un passato in Confindustria - avremo ad esempio bisogno di mandare in giro tecnici che ne controllino lo stato e le certificazioni». Riutilizzare i macchinari o i prodotti finiti che ancora meritano un mercato è sicuramente un’azione che segue i dettami dell’economia circolare: il riciclo dei macchinari industriali è in grado di incidere positivamente sull'abbattimento dei consumi di energia e dei costi di produzione delle aziende. Il B2B digitale dal canto suo è in crescita costante in tutta l’Unione Europea: nel 2020 ha fatto segnare un aumento del 20% degli scambi. In Italia la spesa media in questo ambito è di 7 miliardi di euro.

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