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Biolchini vede il bis: «Amo il mio paese e voglio completare i progetti strategici»

Daniele Montanari
Biolchini vede il bis: «Amo il mio paese e voglio completare i progetti strategici»

Il sindaco uscente a 360 gradi su passato, presente e futuro «Con l’esperienza di questi cinque anni farò ancora meglio»

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Daniele Montanari

Pavullo. È il candidato col più grande schieramento di forze. Luciano Biolchini per la sua corsa bis a Pavullo conta su quattro liste: la civica “La Pineta”, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. A metà campagna ormai, due chiacchiere tra passato, presente e futuro.

Biolchini, intanto: perché ha deciso di ricandidarsi?

«Perché amo il mio paese e credo di potergli dare ancora tanto: cinque anni di esperienza faranno lavorare ancora meglio nel secondo mandato. Vorrei innanzitutto portare a compimento le opere che, per una serie di motivi, sono rimaste indietro o che sono in partenza. Penso al nuovo polo scolastico, al Parco Ducale (su cui è stato fatto comunque uno straordinario lavoro di ricerca) e al centro storico, ma anche alla Casa del Volontariato, che è un’altra opera indispensabile per la comunità. Poi c’è da affrontare anche la priorità viaria: assicuro la massima attenzione perché si possa arrivare alla concretizzazione del passante di Pavullo».

I suoi avversari spesso l’accusano di non aver pianificato ma di aver solo portato a termine progetti ereditati: cosa risponde?

«Rispondo con le tante cose, piccole e grandi, che sono state fatte in questi cinque anni, senza sbandierarle tanto. Ma soprattutto rispondo con l’impegno dedicato alle scuole, su vari fronti, e con la pianificazione del nuovo polo. Non è una vaga idea: ha già una base ben definita, prevedendo all’interno già dall’iniziale studio di fattibilità presentato a fine 2019 anche un palazzetto dello sport. Se non è questo un pianificare e guardare al futuro, partendo dai nostri giovani, cosa lo è?».

Qual è stato il momento più brutto, e quale il più bello in questi cinque anni?

«Il più brutto quando a Pavullo c’è stato il primo morto per Covid: la pandemia era arrivata fino a noi. Non ho avuto uno ma tanti giorni belli: tutte le volte che sono tornato a casa la sera con la consapevolezza di aver fatto qualcosa di buono per la mia comunità, soprattutto per i più fragili, con una decisione o una delibera».

Se l’aspettava così la vita da sindaco?

«Sapevo che era complicato fare il sindaco di un grande Comune come il nostro, mi sono reso conto che è un impegno che ti avvolge completamente, giorno e notte. Ma che ti ricarica anche le pile ogni volta che risolvi un problema».

Si presenta con il sostegno compatto di tutto il centrodestra, che non era scontato. E’ già un obiettivo centrato?

«Ho lavorato bene in questi cinque anni in collaborazione con tutto il centrodestra, e ci tenevo a potermi ripresentare con la stessa alleanza del 2016: sono molto contento di poter contare sulle liste di tutti partiti: Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Un sentito ringraziamento ai vertici regionali che si sono impegnati per questo, e ovviamente a tutti i candidati che si stanno spendendo per me: grazie a tutti, e a ognuno, per la fiducia».

C’è un candidato che teme più degli altri?

«Ho massimo rispetto di tutti e tre, e credo che i pavullesi non ci voteranno per una scaramuccia in più o in meno. Ma per le cose fatte, nel mio caso, e la credibilità su quelle ancora da fare».

Accetterebbe un confronto pubblico con gli altri?

«Assolutamente sì, il confronto è importante perché tutti possano esporre al meglio le loro idee per il paese».

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