Gazzetta di Modena

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L’economia si butta alle spalle il Covid

Gianluca Pedrazzi

Nel primo semestre le aziende hanno aumentato la produzione del 20% con ordini a +21%. Alcuni valori mai visti dal 2010

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Gianluca Pedrazzi

L’economia va. Corre (come l’aumento delle materie prime e della speculazione...). E il prossimo anno dovremmo ritrovarci come se questo anno e mezzo di emergenza dovuta al Covid non ci fosse mai stato. Ma non tutti i settori produttivi sorridono e c’è ancora chi ha difficoltà. È l’indicazione che emerge da un primo bilancio post-pandemico e dall’analisi dei dati dell’indagine congiunturale relativa al secondo trimestre 2021 sull’industria manifatturiera, realizzata in collaborazione tra Unioncamere e Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo.

Nel secondo trimestre il volume della produzione delle piccole e medie imprese dell’industria della Via Emilia rispetto allo stesso periodo del 2020, ha messo a segno un recupero eccezionale (+20,1%), che conferma la fine della più intensa recessione mai sperimentata dopo il 2009. Il valore delle vendite è cresciuto in modo evidente (+23,1%), aumento a cui ha contribuito anche la tensione sui prezzi delle materie prime. Il fatturato estero ha mostrato un andamento analogo (+23%o). Balzo anche nel processo di acquisizione degli ordini, che, nel trimestre in esame, ha mostrato una tendenziale +21%.

Il grado di utilizzo degli impianti è risalito al 77% per cento (era al 62,5% nello stesso trimestre 2020), già più alto rispetto al 2019 (76,5%), e appena inferiore al 78,1% di tre anni fa.

Il periodo di produzione assicurato dal portafoglio ordini è salito sensibilmente, tanto da risultare pari a 11,9 settimane, un valore che si colloca al di sopra di quelli registrati anche nel 2018, e che non veniva rilevato dalla fine del 2010.

Il recupero dell’attività produttiva è comune a tutti i settori industriali, ma varia sensibilmente in intensità. In particolare, nonostante la ripresa dei risultati sui mercati esteri (fatturato +19,6%), il rimbalzo è più contenuto per l’industria alimentare (fatturato +11,0%) che meno aveva sofferto della recessione da pandemia. La ripresa della produzione (+10,2%) ha già permesso all’industria alimentare, unica tra quelle considerate, di recuperare pienamente il livello dello stesso trimestre del 2019. Minore la crescita degli ordini (+8%), limitata dall’andamento del mercato interno, nonostante la dinamica componente estera (+11,5%).

E siamo alle note dolenti, ai settori anche nel tunnel della crisi e che non intravedono la luce. È il caso del l’industria della moda, i cui livelli sono ancora lontanissimi dal 2019. Queste imprese, infatti, sono state pesantemente gravate, durante la pandemia, dal cambiamento delle abitudini di acquisto delle abitudini di acquisto dei consumatori. La velocità della ripresa del fatturato complessivo ha toccato il 22,5% con andamento simile sui mercati esteri (21,5%) e sul mercato interno. Il recupero della produzione è stato inferiore (16,4%). Analoga la tendenza per gli ordini (+19,6%).

L’aggregato industrie meccaniche, elettriche e dei mezzi di trasporto, ha confermato l’inversione positiva per fatturato (+ 26,5%), produzione (+21,5%) e ordini (+25,1%).



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