Litiga con l’ex e la aggredisce La giovane finisce all’ospedale
VIGNOLA. Ha litigato con l’ex fidanzata: la discussione è sfociata ben presto in un’aggressione, tanto che la giovane è finita all’ospedale dove le sono stati diagnosticati 21 giorni di prognosi.
Si è tenuta ieri mattina l’udienza del processo per direttissima in cui la giudice, dottoressa Elena Quattrocchi, ha convalidato l’arresto per il trentenne che, nella serata di mercoledì, ha litigato con la ex.
Il fatto si è verificato in un esercizio pubblico di Vignola. Durante la lite l’aggressore, di origini marocchine, ha sferrato un pugno in faccia alla sua ex fidanzata, provocandole, appunto, lesioni per oltre 20 giorni di prognosi.
Immediata è scattata la chiamata ai carabinieri di Vignola. I militari si sono precipitati sul luogo dell’aggressione, riuscendo, così, a bloccare il trentenne che si trovava ancora presso il pubblico esercizio. Dalla ricostruzione fatta dai carabinieri, l’episodio di mercoledì sera era l’ultimo di una serie di comportamenti persecutori, cui la parte offesa era costretta a subire, dallo stesso giovane, da quando la loro relazione era finita, nel 2018.
Il trentenne, infatti, non si era rassegnato alla fine della relazione con la ragazza e aveva continuato a perseguitarla, manifestando un comportamento molesto che, come l’altra sera, si è rivelato pericoloso.
L’uomo e’ stato arrestato per lesioni personali e atti persecutori.
Il caso verrà discusso in una nuova udienza dopo che il legale difensore dell’imputato, rappresentato in aula dall’avvocatessa Arianna Corrado, ha chiesto i termini a difesa.
L’episodio avviene all’indomani della discussione, in tribunale, di un altro procedimento relativo a un caso di stalking. Siamo a Novi e gli atti persecutori si manifestano con telefonate e appostamenti sotto casa, da parte di un uomo incapace di rassegnarsi alla fine della relazione. In questo caso si tratta di due giovani di nazionalità straniera, di 34 e 35 anni, in precedenza conviventi. Lei ha messo fine alla relazione nell’ottobre 2020: lui all’inizio prende molto male la cosa, arrivando a telefonate e appostamenti che mandano sempre più in allarme l’ex compagna. Al punto da condurla alla denuncia per stalking. Non c’è nessuna escalation però e gli atti persecutori finiscono. Davanti al giudice è arrivato comunque il rinvio a giudizio: il processo inizia ad aprile, ma lei non sarà parte civile.
S.A.
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