Sorelle pestate a sangue dal fratello - padrone che finisce in carcere
Marocchino ha picchiato le due giovani per anni Sono finite in ospedale con prognosi di 46 e 20 giorni
Saverio Cioce
SAVIGNANO. Da quando erano bambine le ha punite come suo padre e al posto del padre. Siccome era il fratello più grande si sentiva in diritto di essere il padrone severo delle due ragazzine e quindi le ha colpite con pugni, bastone e cinghia per anni sino a che l’altro giorno tutto questo ha avuto fine.
L’intervento dei carabinieri, i lividi delle due ragazze parlavano per loro. Poi ci sono state le loro testimonianze. Alla fine delle attività d’indagine
I militari, visti anche i precedenti dell’uomo, lo hanno tratto in arresto perchè dalle prime testimonianze è emerso un lungo passato di violenze e umiliazioni iniziato nel 2005. Dopo sedici anni il pestaggio è stato così violento che le due giovani sono finite in ospedale con prognosi gravissime, di 46 e 20 giorni. Quasi quanto un incidente d’auto.
Con il referto dei medici in mano era impossibile continuare a tapparsi le orecchie di fronte alle urla soffocate che i vicini sentivano giorno e notte.
La delicatezza delle indagini, l’acquisizione di notizie compiute con estrema discrezione, per non esporre le sorelle alle vendette del fratello, ha reso necessarie alcune settimane di controllo.
Una settimana fa sono scattate le manette. L’accusa per il fratello è di maltrattamenti e lesioni personali.
I carabinieri di Savignano hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale su richiesta del Pubblico Ministero.
Decisiva è stata, come è stato chiarito, il referto medico. La violenza delle percosse è stata tale da giustificare suture e radiografie per vedere se c’erano anche delle fratture interne.
Del resto i visi delle due sorelle, gonfi per i pugni e gli schiaffi ricevuti, non avevano bisogno di molte analisi per evidenziare l’aggressione selvaggia di cui erano state vittime. Anche in quella mattina di luglio.
Le indagini dei carabinieri infine hanno permesso di ricostruire il percorso violento del fratello picchiatore che si era assunto il compito di educare con cinghiate e bastone le due sorelle per evitare che potessere deviare dagli insegnamenti e seguire un modello di vita “italiano”.
Insomma, non voleva che vivessero all’occidentale.
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