«Super green pass Bene l’estensione Ma il peso graverà sui più piccoli»
Il segretario Lapam Rossi: «Provvedimento importante, ma un’azienda di dieci dipendenti non può perderne uno»
Luca Gardinale
I problemi principali, come sempre, si faranno sentire sui più piccoli, che da una parte dovranno far fronte a un aggravio di burocrazia, e dall’altra difficilmente si potranno permettere di lasciare a casa anche un solo lavoratore. E poi ci sono i rapporti tra i dipendenti stessi, che rischiano di essere deteriorati dalle necessità di controllare chi opterà per il tampone. Al centro c’è il super green pass, ovvero l’estensione del lasciapassare anti-Covid ai lavoratori del pubblico e del privato, prevista dal governo per il 15 ottobre.
Un provvedimento che trova pienamente d’accordo l’associazione Lapam di Modena e Reggio, che allo stesso tempo è preoccupata per le ricadute del provvedimento sulle piccole e medie aziende, ovvero il cuore del tessuto imprenditoriale modenese. «Senza dubbio il nostro giudizio è positivo - conferma il segretario Carlo Alberto Rossi - perché con il green pass si garantisce e si tutela la salute dei dipendenti delle aziende, che oggi non possono più permettersi di fermarsi come avvenuto con il lockdown». Ma se sull’utilità del provvedimento non ci sono dubbi, le perplessità riguardano l’applicazione concreta: «Penso soprattutto alle aziende sotto i 15 dipendenti - riprende Rossi - per le quali ci sarà un ulteriore aggravio dal punto di vista degli adempimenti burocratici, dal momento che i controlli saranno in mano ai titolari. Penso soprattutto alla necessità di verificare i tamponi per chi non vuole o non può vaccinarsi - incalza il segretario Lapam - aggiungendo così una nuova difficoltà per le imprese in un momento già complesso».
Ma il problema principale riguarda la sostenibilità dei rischi per le imprese: «Un’azienda con tanti dipendenti può anche permettersi che qualcuno stia a casa - spiega ancora Rossi - ma di certo un’impresa con una decina di dipendenti non è in grado di affrontare una situazione in cui due di loro non possono lavorare. Tutto questo in un momento in cui le materie prime e i semilavorati scarseggiano, e molte aziende non riescono a produrre quanto dovrebbero: è evidente che gestire anche un personale presente a singhiozzo in questa situazione diventa quasi impossibile». L’ultimo aspetto riguarda il rapporto tra i dipendenti stessi, «perché la necessità di controllare i dipendenti che fanno il tampone potrebbe creare tensione tra i lavoratori. In sostanza - chiude Rossi - si può dire che il green pass esteso rappresenti senza dubbio una garanzia per la salute, ma allo stesso tempo la novità graverà molto di più sulle piccole aziende che su quelle grandi».
Dello stesso avviso il presidente Gilberto Luppi: «Giudichiamo positivamente l’estensione dell’obbligo del green pass per tutti i lavoratori - commenta - perché si tratta di una misura che tutela la salute e la sicurezza in azienda. Possiamo così superare incertezze e ambiguità, con l’obiettivo di garantire insieme la salute delle persone e il rilancio dell’economia. Pur apprezzando l’attenzione alle piccole imprese - chiude - desta tuttavia perplessità e appare problematica l’attuazione delle disposizioni riguardanti le aziende con meno di 15 dipendenti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google