Gazzetta di Modena

Modena

ascari, autrice e relatrice della legge 

«Nove donne su 10 non denunciano Serve maggiore preparazione»

S.A.
«Nove donne su 10 non denunciano Serve maggiore preparazione»

3 MINUTI DI LETTURA





«Una donna che subisce reati ha paura di non essere creduta, di essere colpevolizzata o che le vengano tolti i figli. Per questo molto spesso non denuncia».

La deputata Stefania Ascari (M5S) è stata relatrice e scrittrice della legge 69 del 2019, il cosiddetto “codice rosso”. Per più strade si stanno apportando modifiche alla norma, a due anni dalla sua introduzione. «Il “codice rosso” è stato un importantissimo punto di partenza che ha introdotto nuove figure di reato. Ha coperto vuoti normativi e dato una corsia preferenziale per chi denuncia maltrattamenti, stalking e violenza sessuale. Quello che dobbiamo chiederci è cosa non funziona, perché le norme ci sono. Secondo una statistica dell’Istat in nove casi su 10 le donne non denunciano».

Un’altra cosa importante è la formazione. «Ancora oggi tutti gli operatori non sono preparati – prosegue la deputata – Chi si rapporta con una donna che ha subito violenza deve saper leggere i segnali, anche quelli non detti. Serve empatia per capire il fenomeno criminale, che va contrastato al pari delle mafie. A mio avviso, il piano su cui bisogna affrontarlo è l’educazione, il piano culturale. L’insegnamento del rispetto, della conoscenza. Solo così possiamo cambiare quella mentalità criminale che porta a fare del male. Non possiamo mettere per ogni donna un poliziotto, dobbiamo cambiare la mentalità. Inaccettabile, poi, la sorta di giustificazionismo dell’evento criminale. Ad esempio, Genovese, accusato di stupro è stato definito da qualche testata il “genio delle start up, obbligato a fermarsi per un incidente di percorso”. Questo è un linguaggio distorto completamente sbagliato».

Attraverso la proposta di legge di integrazione del “codice rosso”, si pongono correttivi a vuoti emersi dopo l’entrata in vigore. «Si alza di due anni il tempo per presentare la denuncia, ad esempio – Questo perché l’impatto dello stupro è devastante per una donna, fisicamente e psicologicamente. Nel maggio scorso ho proposto l’introduzione dell’insegnamento dell’educazione affettiva e sessuale dalle elementari. Ancora, per il caso Saman Abbas, ho formulato una proposta di legge sul reato di costrizione o induzione al matrimonio. Questa è calendarizzata in commissione affari costituzionali, mentre la proposta per l’arresto in flagranza in caso di violazione di divieto di avvicinamento e di allontanamento è passata nella riforma Cartabia».

«Occorre, inoltre, evitare di vittimizzare ulteriormente la donna – aggiunge Ascari – Se la denuncia viene presa in modo corretto, non ha senso che venga sentita entro tre giorni perché le siano rivolte le stesse domande. Il codice rosso ha introdotto quattro reati nuovi. Il divieto di avvicinamento ai luoghi della persona offesa, la costrizione e induzione al matrimonio, la deformazione dell’aspetto mediante lesioni permanenti al viso e il revenge porn. La cosa più forte, per cui ho fatto una battaglia forte in Parlamento, è l’aver messo nero su bianco che il minore sia considerato sempre vittima a tutti gli effetti. I bimbi che assistono ai maltrattamenti si considerano vittime a tutti gli effetti, mentre prima si distingueva tra il minore che assisteva e quello che subiva e si creava una differenza tra danneggiato e persona offesa».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google