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Oltre 70 gli “avvertimenti” partiti e arrivati dalla Questura

S.A.
Oltre 70 gli “avvertimenti” partiti e arrivati dalla Questura

Sono 43 le istanze presentate dalle vittime, mentre 30 emesse direttamente Polizia e carabinieri: «È necessario approfondire le diversità culturali»

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Sono 43 le istanze di ammonimento presentate dalle vittime alla Questura nel 2021, mentre 30 sono state emesse direttamente dal questore.

Lo scorso anno si è chiuso con questi dati per la Questura di Modena. Tratterà del dispositivo dell’ammonimento il dottor Mario Paternoster, dirigente della squadra mobile di Modena, durante il seminario del quale sarà uno dei relatori domani pomeriggio.

L’ammonimento è un provvedimento amministrativo, non penale, di competenza del questore su richiesta della vittima di comportamenti persecutori. Provvedimento che potrebbe comportare il ritiro cautelare delle armi. Se chi è stato “ammonito” persiste nel suo comportamento, si può perseguire penalmente senza che sia necessaria la querela.

«In questo periodo storico, parlando di “codice rosso” si nota immediatamente come questo tema sia più che mai attuale – afferma Paternoster – In queste ultime due settimane, purtroppo, ne abbiamo avuta la prova. Credo, pertanto, sia molto utile continuare a parlare di questo argomento. La polizia di Stato si è molto accreditata sul tema, anche con iniziative in piazza, ad esempio. Grazie al “codice rosso”, poi, si imprime velocità all’istruttoria. Questo garantisce una certa attenzione pratica sulla vicenda. Probabilmente, se non fosse stata adottata questa legge ci troveremmo di fronte a un numero più alto di reati di questo tipo».

Il segretario del Siulp (sindacato dei lavoratori di polizia) Roberto Butelli aggiunge che «l’introduzione di strumenti normativi contro un fenomeno importante come la violenza di genere, è indicativo del fatto che certe tematiche abbiano purtroppo un rilievo importante nella nostra società, rilievo che ogni giorno la cronaca quotidiana non smette di sottolineare. È evidente che sia necessario andare a incidere anche a livello culturale ma, per il momento dobbiamo fare il massimo con quello che abbiamo: ecco perché è fondamentale che le forze dell’ordine siano sempre preparate».

Il dirigente nazionale di Usmia (unione sindacale militare interforze associati) carabinieri Alfonso Montalbano nel presentare l’evento sottolinea che non devono esserci più episodi brutali quali quelli di Hina Saleem di Brescia e di Samman Abbas avvenuto nella vicina Novellara: «Per prevenire e contrastare la violenza maschile sulle donne e offrire un aiuto concreto alle vittime, in particolare quando sono straniere – dichiara Alfonso Montalbano – è necessario imparare ad assumere uno sguardo interculturale, che sappia porsi consapevolmente di fronte anche alle “diversità culturali” senza per questo giustificare il mancato intervento a protezione dei diritti fondamentali e inviolabili delle donne, come il diritto alla vita, alla dignità, all’istruzione, all’autodeterminazione».

S.A.

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