Torna il corso per insegnare alle straniere ad andare in bici
Riparte il progetto di “Ero straniero” con teoria e lezioni La Lega: «Con la nuova viabilità ne avremmo bisogno tutti»
Serena Arbizzi
Torna il corso “Donne a pedali”. L’obiettivo pratico del progetto di “Ero Straniero” è quello di insegnare alle donne ad andare in bicicletta, con l’intento di sviluppare la loro indipendenza.
Parallelamente, prende corpo la polemica sollevata dalla Lega sul corso: «Se questo diventa un modo per incentivare l’integrazione va bene, ma bisogna chiamare le cose con il loro nome – attacca la capogruppo della Lega Federica Boccaletti – Perché etichettarlo come un corso dedicato alle donne sottintende al fatto che solo loro ne abbiano bisogno. Mentre tutti, forse, avremmo necessità di un corso per andare in bici o in auto vista la nuova viabilità carpigiana. Ciclabili su ciclabili che necessitano di un libretto delle istruzioni per capire come funzionano».
A entrare nel vivo del corso, che lo scorso anno è stato frequentato da 14 donne, di cui 12 straniere, distribuite tra più etnie, è Zoe Corradi, del comitato di “Ero Straniero”. «L’anno scorso è stata la prima edizione ed era un’esperienza pilota – rimarca Zoe – Quest’anno l’esperienza si sviluppa all’interno del progetto “Ero Straniero”, composto da Udi, il Mantello, Masci e Azione Cattolica. Le stesse associazioni organizzano insieme anche i corsi di lingua e culture italiane. Quelle delle donne che imparano ad andare in bicicletta è una delle iniziative che potiamo avanti, quindi, poi vedremo se riprenderemo il corso di cucito».
«Il messaggio – prosegue Corradi – è dare autonomia alle donne straniere. Chiaramente, se qualche donna italiana si vuole aggiungere è la benvenuta. L’obiettivo è aiutarle a conseguire indipendenza. Le donne straniere hanno una cultura diversa dalla nostra. Con il corso vogliamo far sì che non abbiano bisogno di farsi accompagnare dal medico, al consultorio, dai figli, ad esempio. Cerchiamo di aiutarle a emanciparsi. Il corso lo organizziamo con la massima attenzione per il rispetto delle norme Covid, come il distanziamento».
Il progetto vede la partecipazione di numerosi volontari.
«Partirà il 28 settembre con la lezione teorica di educazione stradale, tenuta dall’agente Manuela Bellelli alla Fondazione Casa del Volontariato – aggiunge Corradi – Poi, il 30 settembre partiamo in presenza sotto la tettoia dell’ex Foro Boario, dove c’è anche uno spazio verde intorno, fuori dal traffico e siccome ci sono donne con bambini, organizziamo un servizio di baby sitting perché loro possano concentrarsi sul corso. Si tratta di un’esperienza molto interessante anche per noi volontari. Vuole essere un messaggio rivolto alla politica: lavorare su quello che ci unisce e non su quello che divide».
“Donne a pedali” ha il patrocinio del Comune.
Per quanto riguarda il corso di italiano, invece, sono già aperte le iscrizioni. «Aspettiamo di vedere quante adesioni ci sono: il corso è previsto due volte la settimana, il mercoledì pomeriggio e il sabato mattina – riferisce la volontaria – Quando saremo alla fine del mese vedremo quante persone si sono iscritte. Nel frattempo contatteremo gli insegnanti e i volontari, ne organizzeremo sicuramente uno a Fossoli. Abbiamo preso contatto con circolo e parrocchia. Lì faremo anche il corso di cucito».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google