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mostra al parco xxii aprile 

Il quartiere R-Nord negli occhi di chi lo vive: l’arte diventa socialità

Alice Benatti
Il quartiere R-Nord negli occhi di chi lo vive: l’arte diventa socialità

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Alice Benatti

Fino a domenica il parco XXII aprile farà da sfondo alla mostra fotografica realizzata nell’ambito del progetto “Artigiani del Reale” che, chi lo ha ideato (l’associazione Voice Off in collaborazione con Aliante), definisce “terapia per gli spazi e chi ci vive”: il quartiere R-Nord e i suoi residenti o semplici frequentatori. Presentata lo scorso fine settimana nel corso dell’Adr Film Festival - una due giorni all’insegna di cinema, fotografia e laboratori - la mostra fotografica è stata realizzata dai frequentatori del parco XXII aprile che in questi mesi hanno partecipato al laboratorio promosso dall’artista visivo Davide Mari. «Abbiamo cercato di dare nuovi strumenti alle persone per potersi esprimere liberamente e raccontare le loro storie – spiega - tutti dovrebbero avere il diritto di stare a contatto con l’arte e avere la possibilità di creare e di sentirsi artisti. Ho imparato tanto da queste persone e devo ringraziare di cuore la comunità di questo parco per averci accolto».

Se questa esposizione sarà temporanea, i collage prodotti nel corso di un altro laboratorio troveranno casa in via definitiva nella tabaccheria Sacca all’R-Nord. Stiamo parlando del laboratorio di narrazione creativa curato da Arianna Bartolucci, antropologa e operatrice di teatro sociale e di comunità, che ha visto un gruppo di ragazzi del quartiere cimentarsi nella costruzione di una storia e nella sua restituzione artistica.

«Quello che per me è stato importante di questo percorso è stato il fatto che non abbiamo proposto alle persone un bel laboratorio ma siamo andati nei luoghi e nelle situazioni che vivono per crearlo insieme – commenta Bartolucci – quello che mi è sembrato meraviglioso del festival è che le persone erano felici. Un ragazzo ci ha raccontato quanto fosse importante per lui che la sua foto stesse girando fra i suoi amici, che gli dicevano che era diventato famoso e notavano come al parco XXII aprile quindi non ci fosse solo spaccio. Per la prima volta gli è tornata indietro un’immagine positiva del suo essere in questo parco».

«Non siamo arrivati in un posto in cui abbiamo chiesto, fotografato, intervistato e siamo andati via, il lavoro è tornato tutto alle persone e questo ritorno per loro è stato fortissimo – continua l’antropologa – c’è stata una signora, la bocciatrice Cristina, che ci ha detto che le foto erano bellissime e che era tutto molto reale. E questo è il più bel complimento che ci potesse fare perché significa che siamo riusciti a fare un’operazione artistica vicina alle persone quindi quello che diceva Davide si è concretizzato cioè aver portato in un luogo un’arte a servizio di quello stesso luogo».

Sabato sera è stato proiettato, oltre al documentario di Davide Crudetti e Paola Di Mitri “Tutti i nostri affanni”, una produzione ZaLab Film in collaborazione con Cooperativa Atypica e Consorzio Oplà, anche il video “Atelier del Reale”, a cura di Dimi Kazak di Voice Off.

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