«Numeri consolidati, serve fare prevenzione e capire dove agire»
Franco Zavatti, responsabile legalità della Cgil, annota l’ultima operazione dell’Ispettorato del lavoro come un’ulteriore conferma. «Da tempo i numeri sono costanti: parliamo di un 15 per cento di posizioni lavorative irregolari e stavolta non stiamo analizzando occupazioni estive magari in Riviera dove c’è tanta bisogno di manodopera. Qui parliamo di addetti nel Modenese, persone che non hanno ottenuto le tutele necessarie».
Di fronte a ciò Zavatti rilancia la proposta del tavolo di confronto: «Non ci interessa sapere i nomi di chi sfrutta i lavoratori – dice – quello lo si farà magari in un processo, ma certamente è importante sapere dove si concentrano queste irregolarità. Non va scordato che l’Ispettorato del lavoro di Modena, pur facendo un lavoro enorme, ha poco personale e quindi conoscere le aree dove concentrare i controlli sarebbe davvero molto utile a tutti. Io continuo a credere che un tavolo, magari coordinato dalla prefettura, possa essere davvero molto utile a capire le dinamiche del lavoro nero senza attendere le singole operazioni delle varie istituzioni».
A quel tavolo dovrebbero sedere anche le associazioni di categoria. «Io ritengo che si debba davvero fare tanta prevenzione e mi auguro che le associazioni datoriali vogliano giocare questa importante partita insieme al sindacato – aggiunge Zavatti – A volte penso sia importante anche dare dei segnali decisi, magari sospendendo gli associati irregolari ma questo sarebbe un ulteriore passo. Prima di tutto sarebbe utile capire dove agire tutti insieme perché la tutela dei lavoratori è un risultato a cui tutti devono ambire».
F.D.
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