Gazzetta di Modena

Modena

le cause 

«Perdita del lavoro o cassa integrazione: così non si va avanti»

L.G.
«Perdita del lavoro o cassa integrazione: così non si va avanti»

2 MINUTI DI LETTURA





Sono tanti i modenesi che oggi si rivolgono a Federconsumatori per problemi relativi alle bollette, dalle difficoltà a pagare ai problemi di comprensione e disguidi di vario tipo: «Mediamente vengono da noi 150 persone a bimestre – spiega Filomena Acquafredda, responsabile del Settore Energia dell’associazione modenese – e il numero è destinato a crescere con gli aumenti previsti per l’ultimo trimestre 2021. Per questo come Federconsumatori chiediamo al governo risposte immediate: non è possibile rischiare di veder aumentare ulteriormente la percentuale di famiglie in povertà energetica».

Ma oltre alle persone già in difficoltà, oggi ci sono sempre più famiglie che si trovano in stato di “morosità incolpevole”: «Sono spesso persone che da un giorno all’altro perdono il lavoro o finiscono in cassa integrazione, con la conseguenza che anche pagare le bollette diventa all’improvviso complicato». L’associazione fa quindi notare che «il costo della materia prima incide solo per una parte della bolletta, dal momento che gli oneri di sistema ad esempio pesano per il 17% di quella dell’elettricità, portando la quota complessiva degli oneri al 45% del costo finale sostenuto dalle famiglie. Oggi – incalza la responsabile Energia – è necessario epurare le bollette dalle accise per il gas e portare l’Iva al 10% per l’intero consumo, e non solo sui primi 480 metri cubi come avviene ora, con la parte eccedente alla quale viene applicata l’aliquota al 22%». Un eccesso di oneri «che finisce per penalizzare le persone sole, che non spalmano il consumo su più persone e si trovano paradossalmente a pagare di più. Una realtà preoccupante soprattutto in una provincia in cui i nuclei con una sola persona solo 108mila su 307mila famiglie, ovvero il 35% del totale». Tra i tanti problemi di sistema che hanno portato ad una situazione complicata c’è anche un mercato libero che oggi conta un numero spropositato di operatori - 750 - senza aver portato benefici in termini di calo dei costi dovuto alla concorrenza. «Troppe società spuntano dal nulla – chiude Acquafredda – e tante falliscono, finendo così per pesare sullo Stato e quindi sulle bollette. Di certo questo mercato andrebbe regolamentato in maniera molto più rigorosa».

L.G.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google