Aimag, scintille sulla quotazione Il patto di sindacato si spacca
Serena Arbizzi
Dopo poco più di un anno dall’elezione del presidente e dalla nomina del consiglio d’amministrazione, il patto di sindacato di Aimag ritorna a tenere banco per gli scontri infuocati fra i sindaci.
Si è svolto ieri un vertice incandescente che ha evidenziato una precisa divisione tra i sindaci dei quattro Comuni delle Terre d’Argine - Carpi, Campogalliano, Soliera e Novi - insieme a Bastiglia e Bomporto, contro gli altri sindaci della Bassa e, in particolare, contro il presidente del patto, Fabio Zacchi, primo cittadino di Poggio Rusco.
Oggetto del contendere: la possibile quotazione in Borsa della multiutility. Un’ipotesi alla quale i sindaci delle Terre d’Argine, Bastiglia e Bomporto, sono fortemente contrari. Intanto perché comporterebbe un consistente esborso di risorse - basti pensare che solo lo studio in vista della quotazione costerebbe un milione e 400mila euro - poi, è stata evidenziato a più riprese come Aimag debba rimanere sul territorio e non fare finanza. Inoltre, quotarsi in Borsa significherebbe cercare risorse sul mercato, mentre Aimag è in buona salute e non ha necessità di reperire risorse economiche. E il piano industriale presentato era coperto da risorse dell’azienda stessa.
La componente formata da Terre d’Argine, Bastiglia e Bomporto, da quanto trapela, sarebbe favorevole a valutare il significato di una maggiore sinergia industriale con Hera, come si è deciso in più assemblee dei soci. Una valutazione che non vuol dire, di per sè, un’alleanza, ma a fronte della quale gli altri soci della Bassa propenderebbero, invece, per una possibile quotazione.
Da quanto trapela i sindaci delle Terre d’Argine, con quelli di Bomporto e Bastiglia, sono molto arrabbiati con il presidente del Patto, Fabio Zacchi. Nel vertice di ieri, l’ordine del giorno presentato da Carpi, Campogalliano, Novi, Soliera, Bastiglia e Bomporto, non è stato sottoposto al voto dallo stesso presidente.
Una decisione che ha mandato su tutte le furie i sei sindaci che insieme formano la maggioranza del patto in Aimag. A questo punto, fari accesi sul prossimo patto di sindacato: se la cosa non verrà chiarita si arriveranno a chiedere le dimissioni del presidente Zacchi.
L’ordine del giorno conteneva gli impegni assunti in più patti e assemblee dei soci e indicava la scadenza di 45 giorni per portarli a casa.
Bellelli, sindaco di Carpi (che tra i Comuni detiene la quota più alta), interpellato sull’argomento, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
«Il tema della quotazione venne già votato e io mi astenni – afferma Lisa Luppi, sindaca di Cavezzo – Penso che in quest’ambito aziendale si debbano valutare tutte le possibilità in campo, in un tempo definito secondo l’orientamento dei soci. Il mantenimento dell’integrità del patto dev’essere garantita. Occorre continuare un dialogo e valutare le possibilità migliori per ottenere il meglio dell’azienda. Riguardo all’ordine del giorno, lo abbiamo ricevuto stamattina (ieri per chi legge, ndr), alcuni soci hanno ritenuto di volerci pensare in attesa del prossimo patto di sindacato».
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