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Cpl e affare di Ischia c’è la condanna bis ma non fu corruzione

F.D.
Cpl e affare di Ischia c’è la condanna bis ma non fu corruzione

A Casari contestata solo l’istigazione e dimezzata la pena Sconto a Verrini, conferma per Rinaldi. Confische revocate

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CONCORDIA. Tutti condannati per la seconda volta: la corte d’Appello di Bologna ha infatti ritenuto gli ex manager di Cpl responsabili per quanto avvenuto per l’affare collegato alla metanizzazione di Ischia e la presunta creazione di fondi neri con il business in Tunisia. Ma rispetto alla sentenza emessa dal tribunale di Modena cambiano diverse cose a partire dall’imputazione.

Perché i giudici bolognesi non hanno potuto non tenere conto di una sentenza passata in giudicato, quella della corte d’Appello di Napoli che ha assolto in via definitiva coloro che erano stati considerati i corrotti. E quindi, seguendo il sillogismo: se non ci sono stati corrotti non potevano neppure esserci corruttori. Invece Roberto Casari e gli altri si sono visti condannare per istigazione alla corruzione. Avrebbero comunque tentato di entrare nell’affare metanizzazione tramite strategie illegali. Per l’ex capo di Cpl (per cui la procura generale aveva chiesto la conferma a 4 anni e 2 mesi) è così arrivata una condanna a 2 anni, 6 mesi e 20 giorni; 8 mesi a Massimo Verrini; 9 mesi e 10 giorni per Massimo Ferrandino, fratello dell’ex sindaco di Ischia (assolto a Napoli). Condanne confermate invece per Maurizio Rinaldi (un anno e 2 mesi) e Francesco Simone (2 anni).

La riqualificazione del reato ha però prodotto una parziale rivisitazione sul fronte economico: sono infatti state revocate tutte le confische disposte dal tribunale di Modena e le statuizioni civili. Si tratta di una parziale attenuante a fronte di una certa fiducia iniziale che aveva animato l’intero processo d’Appello.

In aula, oltre agli imputati, c’è stata una nutrita componente modenese a partire dal presidente del collegio giudicante, il finalese Alberto Pederiali. Sui banchi si sono accomodati poi gli avvocati difensori: Massimo Vellani, Luigi Sena e Luigi Chiappero (Casari), Roberto Chiossi e Michele Jasonni (Verrini); Michele Andreano (Simone), Franco Coppi e Giovanbattista Vignola (Ferrandino). Per la Cpl, che anche stavolta è divisa tra imputata e parte civile c’era il professor Pagliero.

F.D.

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