Cad, coding, modellazione 3D: i bambini ridisegnano la città
LE ATTIVITà
«Abbiamo utilizzato un programma che riconosce i codici: ciascun codice ha associato un nome come Ghirlandina o tortellino e quando viene appoggiato sull’Rfid questo riconosce il tag e ti dice quale pedina è». A parlare è Sara, 14 anni, e le idee già molto chiare sul futuro. «Da grande voglio fare il chirurgo, l’ingegnere e l’artista come hobby». Del progetto “I tesori di Modena” a cui ha lavorato - cimentandosi con modellazione 3D, disegno Cad vettoriale e programmazione di Arduino – parla sicura. «Non è la prima volta che mi avvicino al mondo del coding – spiega – ci sono poche ragazze che programmano, noi infatti al corso eravamo in due, quindi si spera che facendo vedere che chi ha progettato questa Ghirlandina è stata una ragazza le persone si sensibilizzino e capiscano che le ragazze possono fare quello che fanno i ragazzi senza problemi».
Vicino a lei, nella stessa aula al piano terra di Memo, due 11enni, Greta e Giulia, stanno raccontando il progetto realizzato nel loro ultimo anno alle Buon Pastore con una trentina di coetanei. «Questo è il plastico del nostro quartiere», chiariscono. E, indicando alcune strutture, mostrano che «qui ci sono Pisano, Lanfranco, Simonazzi e Buon Pastore: sono fatte tutte con la stampante 3D, così come il treno». Il compito? Dovevano immaginare il quartiere in chiave più sostenibile, intervenendo dunque laddove riscontrassero situazioni migliorabili e aggiungendo elementi per rimediare alle mancanze. «A fianco della ferrovia c’è una rete con in mezzo della spazzatura e abbiamo inserito la siepe per abbellirla – spiegano – su ogni casa abbiamo messo i pannelli solari, introdotto le pale eoliche e dei fulmini che stanno a indicare le ricariche delle macchine elettriche e anche le centraline che misurano la temperatura e l’umidità dell’aria».
Al piano di sopra, intanto, altri ragazzi stanno partecipando al laboratorio di robotica e microrobotica con Codey Rocky, piccolo robot mobile ideato da Makeblock. Fuori dall’aula, una mamma aspetta al figlio, e spiega che «un ragazzino della classe di mio figlio ha partecipato al progetto a scuola mentre a noi è sfuggita questa opportunità così oggi è voluto venire subito».
«A Memo presentiamo una parte importante di Modena Smart School con Makeitmodena, la palestra digitale della città di Modena – spiega Daniela Soci, pedagogista di Memo – quasi tutti gli istituti comprensivi sono presenti oggi oltre a quattro scuole superiori. I progetti principali sono legati al coding e al making quindi al fatto di avere un progetto, imparare tutte le sequenze per realizzarlo, attraverso software e altri strumenti, e poi cimentarsi a creare». Accanto alla restituzione dei lavori delle scuole, tra i laboratori spazio (oltre alla robotica) al Tinkering, forma di apprendimento informale in cui si impara facendo e sperimentando, spesso utilizzando materiale di recupero, alla modellazione 3D e al disegno vettoriale.
A.B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
