Don Erio detta la linea: «Giovani e ambiente»
Il vescovo apre il nuovo anno pastorale a Gesù Redentore «Ispirato dai pensieri dei ragazzi, dobbiamo ascoltarli di più»
Riccardo Chiossi
Il nuovo anno pastorale comincia sotto il segno dei giovani: a loro sono ispirati i biglietti pastorali dell’arcivescovo Erio Castellucci, una versione originale e per certi versi inedita della classica lettera pastorale che solitamente accompagna lo starting point di ogni nuova stagione.
La scintilla parte da 80 giovani provenienti da 26 parrocchie diverse dell’Arcidiocesi, interpellati in maniera “sinodale” durante la vacanza di Campestrin (Trento) organizzata dalla pastorale giovanile diocesana a fine agosto: alla domanda “cosa chiedi alla Chiesa” sono arrivare delle risposte che in un pomeriggio Erio Castellucci ha riportato su piccoli biglietti di carta.
Le risposte si sono rivelate profonde ed esaltanti: “Raggiungere tutte le persone possibili, senza preconcetti; superare quelle rigidità che portano a dissidi interni; sperimentare maggiore apertura e collaborazione tra parrocchie; prestare più attenzione all’accompagnamento personale; non abbandonare nessuno; essere accoglienti verso tutti, anche verso i non credenti; denunciare e combattere il male che vediamo quotidianamente anche nel nostro ambiente parrocchiale; unire la vita spirituale al servizio per gli altri, soprattutto ai più fragili”.
L’arcivescovo è stato colpito dalla sincerità e creatività delle risposte, percepite come desideri e non come giudizi che favoriscono un esame di coscienza personale e comunitario: «I giovani manifestano una grande autenticità. Chiedono di essere accompagnati, di poter parlare di più con i presbiteri e di ricevere una formazione più solida. Chiedono agli adulti di fidarsi più dei giovani, di evitare inutili tensioni e litigi e di lasciare spazio anche a loro», dice.
Secondo alcune indagini di carattere sociologico si registra una crescente disaffezione dei giovani alla Chiesa e alle celebrazioni sacramentali che don Erio spiega così: «Ci deve essere qualcosa che non funziona, se noi adulti non riusciamo a testimoniare ai ragazzi la gioia dell’incontro con il Signore. D’altra parte però i pochi giovani che oggi prendono parte alle liturgie comunitarie lo fanno non più per convenzione ma per convinzione e si mostrano totalmente disinteressati alle questioni che tanto appassionano alcuni cattolici adulti, come i dibattiti sulla comunione in mano o in bocca o sulla messa in latino. I ragazzi cristiani vanno al sodo».
Anche il tema ambientale rappresenta uno dei punti cardinali del nuovo anno pastorale: «Sono stati proprio i giovani, con la loro particolare carica e i loro sogni a scuotere il mondo degli adulti, richiamandoli alla responsabilità verso l’intero creato. La loro concretezza porta gli adulti a proporre realisticamente a ciascuno di fare il loro piccolo ogni giorno, educando così anche gli altri».
La festa per il nuovo anno pastorale nella chiesa di Gesù Redentore si chiude così, con un ringraziamento ai giovani per i loro meriti e un appello all’unità nelle comunità cristiane.
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