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LA LETTERA DEL VERTICE AI COMUNI 

Aimag, Verasani ai sindaci «Divisioni sulle strategie»

Serena Arbizzi
Aimag, Verasani ai sindaci «Divisioni sulle strategie»

Il presidente del patto, Zacchi: «Mai detto che vogliamo la quotazione in Borsa Terre d’Argine e Sorbara dicono che bisogna lavorare esclusivamente su Hera»

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Serena Arbizzi

«I sindaci delle Terre d’Argine e del Sorbara la buttano sulla quotazione, ma nessuno ha mai detto di volerla. Siamo all’ennesima boutade. Io ho convocato l’assemblea del patto di venerdì perché noi sindaci abbiamo ricevuto una lettera dal presidente di Aimag che dice che ci sono divisioni sul piano strategico, per cui avevamo dato mandato a presidente e cda».

Fabio Zacchi, presidente del patto di sindacato, nonché sindaco di Poggio Rusco, comune in cui si svolgeranno le elezioni per cui è l’unico candidato fra una manciata di giorni, vuole chiarire quanto accaduto durante l’assemblea incandescente durate ore, tra i sindaci dei Comuni che fanno parte della multiutility. «Premetto che ho accettato di fare il presidente del patto dopo che si era dimesso Bellelli, ed era stato lui stesso a propormi – spiega Zacchi – Io avevo convocato l’assemblea di venerdì dopo la lettera del presidente Verasani in cui si dice che nel cda c’erano divisioni sulla redazione del piano strategico e, in particolare, sulla scelta degli advisor, ossia dei consulenti, che devono mettere in campo tutte le opzioni. Noi dobbiamo ancora decidere quali investimenti effettuare: ma nessun Comune, sia nel Mantovano, sia nell’area nord, ha dichiarato di volere la quotazione. Abbiamo solo chiesto che il cda ci dia tutte le opzioni, mentre Terre d’Argine, con Bastiglia e Bomporto hanno presentato un ordine del giorno un’ora prima del patto».

L’ORDINE DEL GIORNO

La mancata discussione dell’ordine del giorno, ha mandato su tutte le furie i sindaci che lo hanno presentato e in queste ore si sta decidendo se formalizzare una richiesta di dimissioni a Zacchi.

«È una questione di rispetto verso tutti: non credo che una settimana o più tempo facciano differenza per i soci e non c’è nessun pericolo per l’azienda – argomenta Zacchi – Nell’ordine del giorno c’è la richiesta di avere il piano sul tavolo entro 45 giorni. Sullo stringere i tempi siamo tutti d’accordo, ma l’odg dice anche altro: in un punto si valuta l’uscita dai vincoli della legge Madia, su cui avevamo chiesto un dettaglio delle opzioni, che Terre d’Argine e Sorbara restringono al superamento dello stretto controllo pubblico. Ma, ad esempio, se si pensa, come opzione, a una fusione con Tea non ci sarebbe bisogno di perdere il controllo pubblico. Perché, quindi, si restringe il campo? Mentre il nostro mandato dice che per le sinergie industriali bisogna presentare un modello che possa prevedere più possibilità con più soggetti, loro dicono che bisogna lavorare esclusivamente su Hera. Certo, Hera è già nostro socio privato al 25 per cento ed è l’interlocutore privilegiato. È logico che con Hera bisogni confrontarsi e sarà uno dei soggetti più interessanti e con cui sarà più facile trovare strategie. Oggettivamente è l’alleanza più papabile, quella con Hera, è già dentro al 25 per cento… Tea in provincia di Modena non ha niente: sarebbe più svantaggiata, ma d’altra parte consentirebbe di mantenere un controllo pubblico e di mantenere il controllo sui servizi del territorio. Perché, quindi, restringere il confronto?».

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