Brambilla all’ospedale: «Qui si sta investendo basta con le falsità»
Il dg Ausl incontra gli operatori per rassicurarli sul futuro: «Tra un mese il nuovo primario lavori d’avanguardia per il PS pronto il piano Punto nascita»
Pavullo. Una visita per vedere di persona gli operatori e ringraziarli per il loro impegno, ma anche per rassicurare direttamente sul futuro dell’ospedale di Pavullo. L’ha compiuta ieri mattina il direttore generale Ausl Antonio Brambilla, facendo un sopralluogo generale assieme a Carlo Serantoni (direttore del distretto sanitario) e Gabriele Romani (direttore dell’ospedale).
Da una parte i saluti e i ringraziamenti ai professionisti, con cui ha avuto un lungo incontro in cui ha fugato i loro timori sul futuro, legati alle tante voci che si sentono sul depotenziamento. Dall’altra la visita ai cantieri. Quello per l’adeguamento antincendio dovrebbe chiudersi a gennaio. Quello per il nuovo PS (da 3,2 milioni) comporta tempi più lunghi del previsto perché il progetto è stato modificato così da rendere la nuova struttura adatta ad affrontare anche lo scenario pandemico, con la creazione di aree a pressione negativa che impediscono la circolazione di agenti patogeni. Al termine, ha espresso piena soddisfazione.
«L’intervento dovrebbe terminare nel primo semestre 2022: abbiamo allungato di qualche mese i lavori ma ne valeva la pena –ha sottolineato – grazie anche all’ampliamento sta nascendo un PS veramente molto bello e funzionale, a conferma della volontà di investire su questo ospedale. E’ stato un tema centrale questo nella mia visita: di fronte alle voci allarmistiche circolate nei giorni scorsi ci ho tenuto a dire di persona che sono semplicemente false e strumentali. Andiamo avanti con i progetti, anche come giusta risposta all’alto grado di affezione che i cittadini continuano a dimostrare verso questa struttura, che rappresenta una straordinaria risorsa assistenziale».
Volontà di investimento manifestata anche col bando per il nuovo primario di Medicina interna in sostituzione del dottor Giorgio Cioni, andato in pensione: «Nel giro di un mese dovrebbe essere individuata la nuova figura di riferimento» ha spiegato. Inevitabile la domanda sui primari a scavalco: praticamente tutti i candidati sindaco in questi giorni si sono espressi per il superamento di queste figure a cavallo tra più ospedali che sarebbero poco a Pavullo. «I dati che abbiamo mostrano un quadro molto diverso – ha ribattuto – il sistema a rete con gli altri ospedali ci sembra che stia dando ottimi risultati». «Grazie a questa organizzazione sulla chirurgia abbiamo le liste d’attesa migliori della provincia – ha aggiunto Romani – e non è vero che ne beneficiano solo i malati di pianura: ne beneficiano le persone di qui che vengono assistite rapidamente, e poi i posti liberi giustamente vengono destinati ad altri». «Altrimenti il bacino d’utenza montano sarebbe troppo limitato» ha osservato Serantoni.
E il Punto nascita? E’ pronto il progetto per la riapertura da presentare alla Regione come è stato fatto per Borgotaro e Porretta? «Sì è pronto – ha detto Brambilla – e prevede un investimento di 4 milioni circa sulla struttura, poi la spesa di personale, che è il grande punto interrogativo perché non è facile trovarlo. Ovviamente non è l’Ausl che decide se riaprire o meno: noi presentiamo un progetto, poi le decisioni verranno prese a livello superiore. Colgo l’occasione per sottolineare i risultati d’eccellenza raggiunti qui nel percorso assistenziale dalla gravidanza al post partum, grazie all’ottima sinergia tra gli operatori».
D.M.
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