Gazzetta di Modena

Modena

bufera nella multiutility  

Aimag, il presidente «Serve una svolta» E su Zacchi scoppia la guerra tra i sindaci

Serena Arbizzi
Aimag, il presidente «Serve una svolta» E su Zacchi scoppia la guerra tra i sindaci

Verasani pone l’ultimatum dopo le divisioni nel patto «Bisogna farsi trovare già pronti davanti alle gare»

3 MINUTI DI LETTURA





Serena Arbizzi

«Aimag rimane Aimag: non viene fusa all’interno di qualcosa. Però bisogna che si arrivi a una svolta e ci si deve pensare per tempo, perché quando arriverà il momento di affrontare le gare sarà già tardi...».

Gianluca Verasani, presidente di Aimag, non ha dubbi. Dopo poco più di un anno alla guida della multiutility serve un cambiamento di rotta. E lo ha detto esplicitamente con un gesto molto forte: una lettera inviata ai sindaci del patto di sindacato dei Comuni soci in cui dichiarava apertamente la frattura in seno al consiglio d’amministrazione.

Una bufera politica, quella, anticipata dalla Gazzetta, che vede contrapposti i sindaci delle Terre d’argine - Carpi, Novi, Campogalliano e Soliera - insieme a Bastiglia e Bomporto, contro gli altri Comuni della Bassa e dell’area nord. L’oggetto del contendere è da un lato la quotazione e, dall’altro, Hera. I sindaci dell’Unione Terre d’argine e del Sorbara accusano Fabio Zacchi, presidente dimissionario del patto di sindato, nonché sindaco di Poggio Rusco che nel weekend si appresta alla tornata elettorale, di voler avallare la quotazione di Aimag. D’altra parte, i sindaci mantovani e dell’area nord dicono di volere dal consiglio d’amministrazione tutte le ipotesi sul piatto, temendo che si vada troppo in fretta nella direzione di un’alleanza ancora più consolidata con Hera, che già ora è socia al 25 per cento di Aimag.

Dopo le dimissioni di Zacchi, chieste da Terre d’Argine e Sorbara, i sindaci dell’area nord e dell’area mantovana chiedono al primo cittadino di Poggio Rusco di ripensarci e lo “blindano”.

«Respingiamo con forza le dimissioni del presidente del patto di sindacato dei Comuni soci di Aimag, Fabio Zacchi – affermano i sindaci dell’area nord e dell’area mantovana – persona che ha sempre dimostrato un profondo attaccamento all’azienda e il cui operato fino a questo momento è stato ineccepibile. Aimag è cresciuta nel tempo, dimostrando di avere qualità e capacità operativa, un cammino effettuato nel rispetto delle regole e nella tutela dei soci pubblici. Vanno quindi respinte con decisione tutte le forzature volte a scelte predeterminate. Dal consiglio di amministrazione ci aspettiamo quindi che venga esaminato un ampio ventaglio di opportunità e scelte, il cui fine ultimo deve sempre essere il bene supremo dell’azienda e del territorio in cui opera».

Riflettori puntati, dunque, sul prossimo patto di sindacato. Da parte dei sindaci dell’Unione e del Sorbara non c’è un dietro front rispetto alla richiesta di dimissioni. I sindaci delle Terre d’argine, Bastiglia e Bomporto ribadiscono la «volontà dei firmatari dell’ordine del giorno il dare una scadenza al cda rispetto gli obiettivi votati in due assemblee plenarie», mentre alcuni vorrebbero «fare melina per arrivare alla quotazione, tema mai posto in nessuna assemblea».

Gli obiettivi dell’ordine del giorno contenevano sette punti: il superamento delle rigidità imposte dal decreto 175/2016”; piena competitività per le gare; incremento dell’attività nel settore ambiente; centralità della compagine pubblica; sinergie con altri operatori e il socio di maggioranza relativa; un ampliamento del perimetro di intervento come volumi e territorio; autonomia dell’azienda (che implica il no di fronte a fusioni oppure a incorporazioni).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google