Bettini: «L’ospedale si salva se Speranza cambia le norme»
Per la referente del comitato per non perdere altri reparti e riavere il Punto nascita va rivisto il decreto 70/2015 come il ministro ha promesso
Pavullo. L’unica strada per riportare servizi all’ospedale di Pavullo è la revisione “a monte” del decreto che da Roma ha sancito il depotenziamento delle piccole strutture. Ne è convinta Maria Cristina Bettini del comitato “Salviamo l’ospedale di Pavullo”.
Bettini, quale norma è da rivedere e perché?
«Dopo anni di scelte sbagliate bipartisan, ora bisogna guardare avanti. E la strada per salvare i piccoli ospedali è quella annunciata da Speranza: la modifica del decreto 70 del 2015 che ha di fatto sancito la chiusura del Punto nascita e di altri reparti».
Perché?
«Per la sua classificazione degli ospedali: gli ha indicati “di base” fino 80mila abitanti, e di primo livello solo dai 150mila in su. Pavullo, con un bacino di 40mila, non sarebbe neanche di base. Il decreto dice chiaramente che i reparti hanno diritto di esistere solo con un determinato volume di attività: ecco da dove parte la chiusura di Ostetricia, la chiusura di Geriatria e l’accorpamento dei reparti nell’area omogenea chirurgica. E con questa logica è a rischio anche altro».
Dunque cosa fare?
«Quello che dice adesso Speranza io lo dissi subito dopo la chiusura del Punto nascita, e nel corso degli anni questo comitato ha sempre mantenuto linearità su norme tecnico-giuridiche che nessuno ha mai smentito: bisogna che la montagna in funzione della sua criticità territoriale abbia regole diverse indipendentemente dai numeri. Se si rivede il DM 70/2015 allora anche la riapertura del Punto nascita non è più una cosa sperimentale ma strutturale».
Cosa ne pensa delle posizioni dei quattro candidati?
«Credo che siano nella linea giusta Scaruffi e Venturelli, che chiedono una programmazione provinciale diversa con la revisione del Pal 2011: il principio è quello».
L’Ausl dice che l’ospedale è già in potenziamento…
«Non hanno potenziato nulla, solo fatto adeguamenti strutturali necessari per dare idonei standard di servizio. I potenziamenti si vedono con la presenza degli specialisti, e mi dicano quale specializzazione hanno introdotto».
D.M.
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