«Chi guida le nostre aziende per l’80% è ex dipendente»
«Questo aspetto delle Pmi fa sì che i rapporti siano diversi rispetto a grandi realtà Punteremo sulla formazione e spinta a innovazione e riconversione ecologica»
Giovanni Medici
Alberto Cirelli è da qualche giorno il nuovo presidente di Confapi Emilia. Cirelli, 61 anni, modenese, sposato con tre figli, è socio e direttore marketing della GEP Informatica di Correggio, dove lavora da quasi 35 anni. Già componente del Consiglio direttivo di Confapi Emilia, Cirelli si troverà a guidare nei prossimi tre anni una delle associazioni territoriali più importanti tra quelle aderenti alla Confapi nazionale.
«Quella che ci apprestiamo ad affrontare è una sfida storica – spiega – Non sono in gioco la crescita o il fatturato della singola azienda e nemmeno la vittoria alle prossime elezioni amministrative ma il futuro dei nostri figli. Le piccole e medie imprese hanno un bagaglio culturale di consapevolezza, responsabilità e valori che sono il loro patrimonio e che possono ben mettere a frutto in questa fase di ripartenza e di arrivo delle risorse del Pnrr, in attesa di riforme che devono andare a beneficio di tutti».
In occasione dell’elezione di Cirelli è stato anche rinnovato il Consiglio direttivo di Confapi Emilia, con otto nuovi ingressi su sedici; di questi cinque sono donne. Sempre più rosa l’associazione e sempre più proiettata nel futuro: ricordiamo la recente ricostituzione del Gruppo Giovani e del Gruppo Donne.
«Chi guida una piccola o media impresa qui è nell’80% dei casi un ex dipendente – dice ancora Cirelli – E questo fa sì che i rapporti nelle nostre aziende siano ben diversi da quelli che vigono in una grande realtà produttiva e che venga perseguita una crescita equilibrata. Ecco che allora non lasceremo certo inascoltati da noi gli appelli che vengono dalle istituzioni, Regione in primis, sulla spinta all’innovazione e alla riconversione ecologica».
All’assemblea dell’altro giorno che ha eletto i nuovi organismi dirigenti dell’associazione c’era anche il direttore finanziario della Silk-Faw, Lamorte: «Ci ha chiaramente spiegato – dice – che la scelta di produrre a Gavassa è stata dettata da fattori meramente razionali; Usa, Gran Bretagna, Germania sono state esaminate come possibili localizzazioni del loro mega-investimento ma poi sono giunti alla conclusione che la Motor Valley era il luogo migliore per una nuova attività. Qui c’è un ecosistema attrattivo».
Il neo-presidente, ex consigliere comunale Pd a Modena, sottolinea come la stabilità sia necessaria per garantire adeguate condizioni per la crescita economica e ricorda come in Confapi Emilia ogni azienda associata significhi un voto e siano banditi percorsi personalistici.
«Il Modello Draghi deve durare, anche a Roma – spiega – E voglio ribadire l’importanza della formazione per chi opera nel mondo imprenditoriale. Nell’azienda dove lavoro ho ideato una Scuola Logistica pianificando eventi e corsi, anche in digitale a causa della pandemia».
Nessun uomo è un’isola. E nemmeno nessuna azienda è un’isola. Cirelli ha concluso il suo primo discorso da presidente parafrasando il poeta inglese John Donne. Confapi Emilia raggruppa 444 aziende tra Modena, Bologna e Reggio Emilia con 11mila dipendenti totali e si dice pronta a sfidare il futuro.
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