Nella sfida tra candidati vince l’educazione
Toni pacati nel dibattito tra Palazzi, Pincelli, Poletti e Veronesi. Gli animi si accendono su centro storico e ponte vecchio
FINALE. L’intraprendente Mattia Veronesi, il colto Marco Poletti, la sbarazzina Benedetta Pincelli, il tenace Sandro Palazzi: tutti protagonisti, con le loro qualità, del confronto tra candidati sindaci di Finale. Organizzato da Cna, Lapam, Confesercenti e Confcommercio all’interno del nuovo cinema Corso, l’evento è stato seguito da un centinaio di persone in presenza e da oltre 300 spettatori collegati da casa alla diretta social. E a prevalere è stato il rispetto reciproco, un elemento non così secondario viste le tensioni degli ultimi dieci anni.
Ma sono emersi anche tanti contenuti oltre a qualche differenza programmatica sostanziale. È il caso, ad esempio, del futuro della Cispadana su cui Poletti è pronto a fare l’ultimo investimento in ottica di autostrada mentre gli altri competitor hanno già sposato la richiesta della strada a scorrimento veloce pagata con fondi regionali. Oppure c’è ampia divergenza sul futuro del centro storico visto che il progetto su piazza Garibaldi – finora sconosciuto ai più – vincolerà comunque il rilancio generale.
Veronesi è pronto a puntare su alcuni uffici determinanti per il rilancio della macchina municipale: «Serve intercettare fondi – dice – e solo con competenze lo si può fare. Ne va del nostro paese, dove deve tornare a trionfare il bello, che dà anche un senso di sicurezza». Il giovane farmacista trova un’inattesa alleata in Benedetta Pincelli che più volte sposa le proposte del candidato di 5 Stelle e Sinistra. Ma l’architetto, che mira ad essere la prima donna sindaco di Finale, sceglie di spingere molto sulle competenze: non a caso ha già annunciato parte della sua giunta (l’ex maresciallo Cappello alla Sicurezza; Maurizio Poletti all’Ambiente; Angelo Masi ai Lavori Pubblici) e fissa alcune priorità: scuola, centro storico tutto da riqualificare («Una rotonda in via Nazario Sauro e un’altra all’incrocio con il viale del cimitero») e ambiente con un occhio di riguardo a Massa.
Chi prova ad accendere il dibattito è Marco Poletti che in un paio di risposte appare piuttosto ficcato verso l’attuale amministrazione. «Ci sono soldi che si dovevano intercettare e invece nulla è stato fatto. Ho parlato con il presidente Bonaccini: sulla ricostruzione post sisma e i Lavori pubblici possiamo avere 11 tecnici, ma bisogna cercarli». Accuse che Palazzi rispedisce al mittente: il sindaco elenca a più riprese quanto è stato fatto nell’ultimo quinquennio e rivendica i suoi risultati: «Abbiamo sistemato un Comune che era bloccato per le inchieste giudiziarie, abbiamo fatto dura opposizione alla discarica e se c’è un sequestro in atto è perché abbiamo fornito la documentazione giusta, abbiamo sistemato i conti e investito sul futuro».
A proposito di discarica, tutti non la vogliono e quindi quell’asse bipartisan rimane sancito, resta invece il problema del ponte vecchio, ancora chiuso al traffico. Palazzi dice che non è sicuro, gli altri tre invece criticano il limitato impegno per la riapertura, indispensabile e necessaria per il centro storico, le attività in zona Crocetta e a far uscire Finale dall’isolamento in cui è caduto.
F.D.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google