«Sistema Cencetti? Ho portato novità Nessuno ringraziò»
«Quando sono andato via dal Policlinico, solo il rettore mi ha espresso riconoscenza, non altri. Non sentirmi dire neppure un “grazie”, o “auguri” mi è sembrata una grande offesa».
È uno sfogo amaro quello dell’ex direttore generale del Policlinico Roberto Cencetti, durante l’udienza che lo vede imputato nel processo ribattezzato “Appaltopoli” su alcune ipotesi di corruzione. Ieri Cencetti ha risposto alle domande dell’avvocato difensore Giulio Garuti e del pubblico ministero, ripercorrendo molti passaggi salienti del procedimento, tra i quali le fatture da 119mila euro da parte del Poliambulatorio Fkt verso la Gutemberg e un eventualmente coinvolgimento della moglie Maurizia Viviani, direttrice del poliambulatorio con sede a Carpi.
«Mia moglie aveva stabilito una collaborazione con Gutemberg che non era più di assistenza sanitaria – chiarisce Cencetti – Dal 2007 Fkt non era più una struttura sanitaria.
Ancora, i due milioni di donazione, «un ulteriore supporto all’ammodernamento complessivo del Policlinico», chiarisce Cencetti.
«Dal 2002 al 2006 sono stato project manager per l’avvio degli ospedali di Sassuolo e Baggiovara – aggiunge l’ex direttore – In seguito e fino al 2012, direttore del Policlinico. Ogni anno potevo lasciare obiettivi a breve ma non ero io che potevo lanciare obiettivi poliennali».
Si parla anche della gara “Global Service”, «la cui base d’asta era inferiore rispetto alla gara precedente di sette anni prima – conclude Cencetti difendendo il suo operato – Rispetto agli anni precedenti, dunque, si trattava di un ottimo risultato».
Tra i testimoni del processo chiamati a deporre, anche Ruben Saetti, già dirigente di Cmb.
S.A.
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