I candidati duellano ancora su ospedale e centro storico
I due temi chiave per il futuro scaldano il dibattito organizzato dalle associazioni Biolchini, Pattuzzi, Scaruffi e Venturelli sparano i loro colpi, ma senza ferirsi
Daniele Montanari
Pavullo. Centro storico e sanità sono stati i temi più intensi del confronto organizzato martedì dalle associazioni di categoria tra i candidati sindaco di Pavullo: Luciano Biolchini, Graziano Pattuzzi, Stefano Scaruffi e Davide Venturelli.
«Il centro va reso più attrattivo e fruibile con un grande lavoro di manutenzione e l’abbattimento delle barriere – ha sottolineato Scaruffi – è urgente creare un nuovo parcheggio, all’ex Esso o altrove, e servono agevolazioni fiscali per chi apre negozi. Sulla pedonalizzazione si deciderà insieme». «Serve un’azione mirata su accessibilità e decoro a partire da via Marchiani che è il nostro biglietto da visita – ha detto Venturelli – e non è più rimandabile il parcheggio: un’idea potrebbe essere farlo lì dall’Avap, dopo lo spostamento di sede alla Casa del Volontariato. In centro, come nelle frazioni, bisogna intanto abbattere le tariffe per chi c’è ancora».
Biolchini ha scoperto le carte annunciando due nuovi progetti: «Per risolvere il problema dei posti auto puntiamo a realizzare assieme ai privati un parcheggio multipiano all’ex pista di scattinaggio – ha annunciato – dove sopra verranno ricavati campetti sportivi polivalenti. Altri 40 posti sono già in arrivo lì dalle medie. Per decongestionare il traffico su via Marchiani abbiamo un piano di collegamento da Querciagrossa a Sant’Antonio con bus o mini-bus elettrici in passaggio ogni quarto d’ora, con tutte le fermate». «Io voglio vedere un centro pulsante di vita e di giovani – ha rilanciato Pattuzzi – sul parcheggio all’ex Esso bisogna dialogare con il privato, poco fattibile mi sembra l’idea Avap per il traffico scuole. Per l’attrattività servono anche eventi, come un “luglio pavullese”, e per ridare slancio al commercio penso anche a cooperative di comunità».
La sanità più di tutto ha acceso il dibattito: «Non pensiamo solo all’ospedale ma alla sanità territoriale che è il futuro – ha invitato Pattuzzi – a Case della Salute, Osco e telemedicina. State tranquilli: l’ospedale non chiuderà mai, il problema però sarà sempre più trovare il personale. Il Punto nascita è stato chiuso per la legge del 2012 di Berlusconi, e il sindaco si è astenuto. Verrà riaperto, ma ci vorrà tempo».
«Dalla sottoscrizione del Pal 2011 abbiamo assistito a un lento decadimento – ha osservato Scaruffi – e non vorrei che ci fosse la volontà di continuare così: mi preoccupa in questo senso l’iniqua ripartizione di fondi a livello provinciale che ha assegnato 117 milioni all’area nord, 106 a Modena e soltanto 6 all’area sud dove siamo noi. Troppi i ritardi sulla riapertura del Punto nascita. A Porretta hanno già un piano».
«Sull’ospedale serve un piano immediato e uno a lungo termine – ha rimarcato Venturelli – subito la riattivazione della chirurgia d’urgenza, poi in prospettiva la riclassificazione come ospedale d’area. Il Punto nascita è stato chiuso per una ragione tecnica e ora riapre con una motivazione politica: da qui capiamo di essere stati presi in giro. Ok al ripristino, ma non fermiamoci qui. Pensiamo ai primari a scavalco: Pavullo ci ha perso, Mirandola che è simile a noi invece oggi ha tutti primari propri. È la prova che non conta solo il colore politico, ma anche la determinazione di un sindaco». «Io ho fatto tutto quello che c’era da fare istituzionalmente per il Punto nascita e l’ospedale – ha detto Biolchini – oggi vengo da tre ore di Conferenza sanitaria in cui si è deciso di finanziare anche la Casa della Salute di Pavullo. Non so se battere i pugni sul tavolo sia più proficuo per avere le cose, io credo di essermi battuto nel modo giusto, con due richieste di deroga. E non parlerò mai male del nostro ospedale».
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