Bimbi sospesi dall’asilo, il Tar contro i genitori no mask
Il Comune aveva escluso gli alunni poiché la famiglia aveva violato il patto di corresponsabilità Ora si va in Consiglio di Stato
Il Tar di Bologna dà ragione al Comune di Modena e respinge la richiesta di sospensione presentata da alcuni genitori no-mask modenesi.
L’ordinanza fa riferimento all’episodio della scorsa primavera quando il Comune aveva escluso due bambini da un asilo e da una scuola di infanzia poiché i genitori avevano violato il patto di responsabilità reciproca che viene stipulato tra le famiglie e il sistema scolastico. Si tratta di un accordo tramite il quale i genitori si impegnano a rispettare le norme di prevenzione contro il Covid: indossare la mascherina e mantenere il distanziamento sociale, anche quando sono lontano dai figli.
I genitori in questione, apertamente no-mask, avevano violato tale accordo (a riprova ci sono i verbali emessi dalla polizia locale) incappando quindi nell’esclusione dei figli. Per questo motivo avevano presentato richiesta di sospensione al Tar, ma il tribunale amministrativo ha dato ragione al Comune. Quei genitori, infatti, erano consapevoli di aver violato il patto, una misura che ha l’obiettivo di tutelare la salute che non è solo individuale, bensì collettiva.
C’è da attendersi ora che i genitori non si fermino e proseguano la loro lotta giuridica anche in Consiglio di Stato. Si tratta d’altronde di un episodio che suscitò enormi polemiche al termine dello scorso anno scolastico, con un netta divisione tra chi sosteneva la bontà della decisione dell’amministrazione comunale e chi imputava al Comune di far pagare ai figli le colpe dei genitori.
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