Rubavano all'uscita dei centri commerciali: presa una banda che agiva tra Modena e Bologna
Tre italiani di etnia sinti tra i 31 e i 38 anni, risiedevano in aree nomadi tra San Damaso, Castenaso e Bologna
Modena. Agivano in gruppo in zone poco illuminate dei parcheggi dei centri commerciali suddividendosi i compiti: spesso dopo aver distratto la vittima, intenta a riporre la spesa nel bagagliaio o a mettere a posto il carrello negli appositi vani, a ridosso degli orari di chiusura, passavano ai furti, oggetti personali di valore o anche la sola spesa.
In alternativa, entravano in azione nelle stazioni di rifornimento carburante: i colpi sono stati messi a segno in 17 località diverse tra la Città Metropolitana di Bologna e la provincia di Modena, vittime spesso donne o persone anziane. Su 39 casi, 31 hanno visto coinvolte donne, spesso sopra i 60anni di età. Due le rapine con violenza: una donna è stata anche presa a calci, una strattonata e derubata dello zaino.
Tre gli italiani di etnia sinti- tra i 31 e i 38 anni, due cugini e un amico, tutti disoccupati e destinatari di reddito di cittadinanza - arrestati dai carabinieri di Bologna Centro con le accuse di rapina, furti con destrezza e violenza sulle cose, nonchè indebito utilizzo carte di credito.
I giovani risiedevano in aree nomadi tra San Damaso (Modena), Castenaso e Bologna. Con le misure cautelari, all’alba sono scattate perquisizioni e tre sequestri preventivi di altrettante auto di grossa cilindrata utilizzate per compiere i colpi. I tre usavano auto di familiari, a cui ’cambiavanò le targhe in occasione dei colpi; i militari sono riusciti a verificarne anche otto in un solo giorno. Le indagini dei militari sono partite dalla denuncia di una donna relativa a un furto avvenuto a Bologna il 7 dicembre 2020 in un centro commerciale del quartiere «San Vitale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
