«Sull’ospedale non dico falsità riporto la situazione reale»
Il presidente del comitato Pavullo 95 Gaetano Vandelli risponde alle osservazioni del dg Ausl e gli pone domande chiave sul presente, a partire dai tempi d’attesa per le visite ambulatoriali
IL PUNTO
Pavullo. I rassicuranti commenti sull’ospedale di Pavullo del dg Ausl Antonio Brambilla non sono affatto piaciuti a Gaetano Vandelli, presidente del comitato Pavullo 95, che in un’articolata nota fale sue di considerazioni.
Evidenziando il «repentino e pronto sopralluogo del direttore dopo il nostro intervento in Unione sull’ospedale», Vandelli rimarca subito che «nessuno di noi si è mai permesso di criticare o non apprezzare il lavoro, la professionalità e l’abnegazione di chi lavora nel nostro ospedale». Quindi ribatte punto su punto, a partire dalla questione dei posti letto persi con la creazione dell’area omogenea: «Prima del Pal 2011 con due reparti divisi erano 145, nel 2014 sono diventati 125 e attualmente sono 120: ci sono i verbali delle riunioni a conferma – sottolinea – quindi a Brambilla rispondo che la matematica non è un’opinione».
Al dg che dice che le nuove sale operatorie non servono a smaltire le liste della pianura, Vandelli replica: «Basta controllare quanti interventi programmati sono stati eseguiti su pazienti di Sassuolo e quanti su quelli della montagna». Sull’uso della Tac cresciuta del 20% nota: «Il confronto prestazionale con i primi sei mesi di un 2020 “chiuso per Covid” , ci sembra paradossale e anche un po’ ridicolo. Basta comunque controllare il livello di saturazione della Tac di Pavullo e quante ore mensili sia funzionante e come i numeri diranno la verità».
Vandelli rilancia quindi quesiti di fondo di Pavullo 95 rimasti senza risposta: «Perché l’ospedale di Mirandola ha primari propri e non a scavalco? Perché presso l’ospedale di Pavullo non si può fare chirurgia d’urgenza, neanche una semplice appendicite?». Immancabile la questione Punto nascita: «Visto che nel 2017 con il vostro parere tecnico avete in maniera determinante contribuito alla chiusura del reparto, perché adesso proponete un progetto milionario per la sua riapertura, dicendo che la politica dovrà decidere, declinando di fatto ogni coinvolgimento sulle scelte? Siete o non siete, voi tecnici, d’accordo sulla riapertura?».
E ancora una questione di personale: «Perché i tempi d’attesa per le visite ambulatoriali in generale a Pavullo sono così lunghi? E nello specifico perché per le richieste di visita per esami radiologici e dermatologici viene costantemente comunicato che non ci sono date disponibili a video per mesi?». «Ecco, ci sarebbe piaciuto avere anche queste risposte – chiosa Vandelli – non le solite affermazioni , le solite riassicurazioni, le solite promesse, i soliti impegni che per un motivo o per l’altro sono sempre costantemente in ritardo. Basti pensare che finiranno a gennaio 2022 i lavori di messa in sicurezza antincendio finanziati nel 2012/2013 che l’allora dg Martini ci garantì conclusi entro il 2015».
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