La Lega si difende: «Nessun inciucio col Pd ma solo responsabilità»
LA POLEMICA
«Nerssun inciucio e nessuna nuova maggioranza». L’on. leghista Guglielmo Golinelli, mirandolese e consigliere comunale, e Lavinia Zavatti capogruppo del Carroccio nell’Unione dei Comuni Area Nord, rigettano le accuse di una “alleanza” col Pd per l’elezione del nuovo presidente Ucman, Alberto Calciolari, sindaco di Medolla e del Pd. «Dopo la lettera dei due ex Segretari Generali indirizzata al Prefetto -in cui si mostrava preoccupazione per una mancata tenuta di Ucman e per l’impossibilità di garantire i servizi - e a oltre un anno di reggenza di un presidente facente funzione non pienamente legittimato a guidare l’ente, a sottoscrivere gli accordi sul recesso di Mirandola e a gestire la riorganizzazione - spiegano Golinelli e Zavatti - mercoledì sera si è posto fine a uno stallo istituzionale che stava avendo pesanti ripercussioni sull’Unione, sul lavoro e sulla serenità dei quasi 300 dipendenti. Considerata l’indisponibilità dei sindaci di Finale e di San Felice a ricoprire l’incarico, qualcuno sperava che questa condizione di incertezza proseguisse (magari in accordo proprio con il sindaco e presidente Lisa Luppi), fingendo di non sapere che il Consiglio - dove la maggioranza di centrodestra è risicata evariegata - ha un ruolo secondario, e che in Giunta, invece, la maggioranza Pd è schiacciante con 6 sindaci su 9.
Nessun inciucio e nessuna nuova maggioranza dunque - sottolineano i due esponenti della Lega che ribattono così anche alle critiche piovute da Fratelli d’Italia - ma semplicemente un voto di responsabilità da parte della Lega, a cui hanno aderito anche i civici di Concordia e San Felice, per avere un interlocutore pienamente legittimato sia nell’amministrazione che per trattare la “Mirandolexit”, con le seguenti richieste: rivisitare le più importanti deleghe dell’ente, (cioè quelle che hanno portato alla stasi e alle incertezze del personale), e rimettere in capo al sindaco di Mirandola (in quanto comune capodistretto) la delega alla Sanità».
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