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Mirandola . Colpisce la cassiera e rapina il market “Dpiù”

Mattia Cocchi
Mirandola . Colpisce la cassiera e rapina il market “Dpiù”

Il bandito è entrato in azione poco prima della chiusura. Poi è fuggito razziando 2mila euro. Forse aiutato da un complice

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MIRANDOLA. Un assalto armato, una cassiera colpita e minacciata e un bottino di circa duemila euro. È questo il film dell’assalto andato in scena l’altra sera poco prima della chiusura in un supermercato e messo in scena da un bandito solitario, forse aiutato da un complice che lo attendeva a distanza e con cui ha poi velocemente fatto perdere le proprie tracce.

Sono da poco passate le 19.30 di giovedì e al supermercato D+ di via Toti gli ultimi clienti si affrettano a fare acquisti prima della chiusura. Dalla porta d’ingresso, ad un tratto, entra un uomo, indossa una felpa e il cappuccio gli cela il viso. Nessuno gli dà particolarmente retta; ha anche la mascherina ma in questo momento di pandemia potrebbe passare come una persona particolarmente diligente nell’applicare la norma che tutela i clienti dei supermercati. Ma il cappuccio e la mascherina sono soltanto un travestimento per non farsi riconoscere: l’uomo si dirige rapido verso la cassa, individua l’addetta ai pagamenti e colpisce. È un rapinatore, glielo fa capire subito. Impugna anche una pistola – giocattolo o meno sarà da accertare – che utilizza per minacciare la ragazza.

«Dammi i soldi» le dice sostanzialmente e per essere ancora più incisivo la colpisce anche. La dipendente alla cassa resta choccata ed è terrorizzata. Tutto dura pochi istanti, molti clienti non se ne accorgono neppure. Il bandito si fa consegnare i contanti e fugge. C’è chi lo vede allontanarsi a piedi, ma servirà tempo per capire se magari all’esterno si trova qualche complice, che lo attende in auto per portarlo poi lontano. Scatta immediata la richiesta di intervento alla centrale operativa dei carabinieri. In via Toti interviene la prima pattuglia e a seguire una seconda. Arriva anche la Polizia locale dell’Area Nord per le prime fasi operative. Toccherà all’Arma cercare di dare un’identità al rapinatore. Gli investigatori procedono con l’ascolto dei testimoni e soprattutto della cassiera che però non è in grado di fornire particolari indicazioni. Il bottino viene quantificato in circa 2mila euro ma sono in corso altre verifiche. Il lavoro dei carabinieri prosegue certosino: sarà importante trovare qualche riscontro concreto, magari qualche immagine di una telecamera di sicurezza che possa indirizzare l’inchiesta, svelare alcuni movimenti utili ad individuare il bandito solitario. L’ultima rapina che si ricordi in città risale a metà febbraio nel negozio “Gemelli” quando un 49enne venne bloccato all’interno del locale dopo una rapida colluttazione ingaggiata con il titolare e due poliziotti in borghese che in quel momento si trovavano nella storica attività di abbigliamento.
 

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