Un parco per Tina Zuccoli: «Una vita straordinaria»
Scoperta la targa al bosco urbano di Vaciglio per ricordare la maestra, viaggiatrice e naturalista, molto amata nelle scuole
Gabriele Farina
«Mia mamma sarebbe molto indispettita dal dibattito sull’ambiente. I suoi scolari non avrebbero mai fatto parte di una baby gang».
Simonetta Zuccoli descrive così in una “pillola” la madre Tina Mazzini Zuccoli. Insegnante e fotografa, viaggiatrice e naturalista, la madre continua a vivere nel bosco urbano del comparto Morane-Vaciglio. «Speriamo venga curato, rispettato e vissuto», l’auspicio della figlia. Zuccoli partecipa all’inaugurazione di sabato pomeriggio e ritrova la chiusura di un cerchio. «L’intitolazione è stato un gesto inaspettato - commenta la figlia - e penso giusto. È l’epilogo di tutte le iniziative che mamma Tina e babbo Enzo hanno portato avanti dal 1957».
Mazzini Zuccoli ha conquistato il soprannome di “maestra delle stelle” per la passione con cui indagava i misteri dell’universo e per la conoscenza di astronauti. «Aveva pensato di andare davvero sulla luna - aggiunge Zuccoli - e poi è riuscita a portare un po’ di spazio a Modena».
Con il marito Enzo è arrivata fino all’Artico e ha visitato la base statunitense di Cape Canaveral, vivendo avventure e scattando foto poi confluite in mostre. Nata a Imola nel 1928, Mazzini Zuccoli ha vissuto a lungo nel Modenese prima di scomparire nel capoluogo quindici anni fa. Ha insegnato nelle scuole elementari di Serramazzoni, Carpi e Rovereto di Novi.
«Non ha mai gridato - ricorda Zuccoli - I suoi scolari di ieri sono diventati uomini e le hanno dedicato la palestra di Novi attraverso gli alpini. È stata una delle prime a innalzare la bandiera sul pennone all’inizio della scuola». La figlia ricorda l’attesa mentre i genitori partivano verso le spedizioni artiche. «Adesso può essere un’esperienza normale andare al Polo Nord - aggiunge Zuccoli - ma i miei hanno fatto 5mila chilometri e telefonavano una volta al mese quando c’era il traghetto. Le cartoline arrivavano quindici giorni dopo che erano arrivati loro». Nel 1986 arriva il riconoscimento di Cavaliere della Repubblica. Già da prima Mazzini Zuccoli era nota per la sensibilità ambientale. «In tempi non sospetti scriveva libri per la salvaguardia degli orsi e per le campagne ecologiche - precisa Zuccoli - Inorridiva per la caccia alle balene e ha scritto un libro che è stato tradotto in braille. Gestiva il giardino Esperia a Passo del Lupo, in cui inviavano semi di piante particolari e strane». La figlia immagina come vivrebbe la madre sia le rivendicazioni ambientali sia le devianze giovanili. «Sarebbe molto indispettita da come è rovinato l’ambiente - evidenzia Zuccoli - ma anche dal dibattito che si genera intorno a esso. I suoi scolari non avrebbero mai fatto parte di una baby gang. Tutto parte da come sono le famiglie. I bambini sono tutti belli, buoni e bravi: dove nascono fa la differenza».
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