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«Chi riceve il reddito al lavoro per la città»

Alberto Poppi
«Chi riceve il reddito al lavoro per la città»

Dal Comune: «Saranno impegnati nella manutenzione e hanno già iniziato il servizio con gli studenti del Piedibus»

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Alberto Poppi

Castelfranco. Percettori del reddito di cittadinanza al lavoro su progetti di pubblica utilità per otto ore alla settimana: iniziativa che ha preso il via martedì con l’attività di supporto al servizio Piedibus di accompagnamento dei bambini verso le scuole per l’Istituto Guinizzelli e che, da oggi, vedrà aggiungersi anche l’Istituto Marconi: un’attività svolta da volontari preselezionati che avranno, grazie al coinvolgimento dei percettori del reddito di cittadinanza, un aiuto in più. Nei prossimi giorni, prenderanno inoltre il via anche altre due attività: la cura dei giardini dei nidi e il servizio di accoglienza allo Sportello del Cittadino.

Un progetto complessivo che trae origine dalla legge 28 marzo 2019 recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, e in particolare dall’art.1, che condiziona l’erogazione del beneficio all’adesione a un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale, che prevede attività al servizio della comunità, di riqualificazione professionale, di completamento degli studi, nonché altri impegni individuati dai servizi competenti finalizzati al reinserimento professionale e sociale. Un dispositivo promosso dall’Unione del Sorbara che la Giunta Gargano ha recepito attraverso una delibera approvata all’unanimità lo scorso ottobre, in piena pandemia, e che «ora, con l’emergenza Covid ormai auspicabilmente alle spalle, almeno nella sua fase più acuta, vede finalmente la luce» ha dichiarato l’assessore al Welfare Nadia Caselgrandi. «Abbiamo la possibilità – continua – di costruire percorsi di inclusione sociale, i cosiddetti Puc, quali progetti a titolarità dei Comuni e non solo, utili alla collettività in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, da svolgere presso il Comune di residenza. Mi piace sottolineare – ha concluso – che i Puc rappresentano un’occasione di inclusione e di crescita per i beneficiari e per la collettività, e sono da intendersi come attività di restituzione sociale per coloro che ricevono il beneficio del Reddito di Cittadinanza e non hanno la possibilità di impegnarsi in attività lavorativa».

I soggetti coinvolti nelle attività al servizio della collettività sono individuate grazie alla Struttura Servizi Sociali, valutandone le attitudini in condivisione con il Centro per l’Impiego.

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