Gazzetta di Modena

Modena

la vertenza 

«Italpizza raddoppia produzione ma si prepara a licenziare»

Gianluca Pedrazzi

I Si Cobas pronti allo sciopero «Due sole lavoratrici nella linea di farcitura passata a 4.700 confezioni e che punta a 6mila all’ora»

2 MINUTI DI LETTURA





Gianluca Pedrazzi

L’accusa è grave: l’azienda va bene. Benissimo. Avrebbe addirittura raddoppiato la produzione... «ma proprietà e direzione stanno preparando licenziamenti di lavoratori».

Il caso Italpizza torna al centro delle vertenze sindacali e ad annunciare uno sciopero è il fronte dei Si Cobas, ma anche Cgil-Cisl-Uil guardano con preoccupazione ai possibili sviluppi aziendali. «Italpizza raddoppia la produzione. Ma si prepara a licenziamenti di massa. Siamo pronti anche ad illustrare la denuncia per interposizione illecita di manodopera, sporta da oltre 50 operai contro l'azienda e depositata presso la Procura della Repubblica», segnala l'organizzazione sindacale. Citando l'accordo firmato tra Cgil-Cisl-Uil e Italpizza nel 2019, dopo mesi di scioperi ai cancelli, il Si Cobas ricorda gli annunci per cui a gennaio 2022 tutti i lavoratori in appalto sarebbero stati assunti in maniera diretta, con l'applicazione del contratto alimentare o logistica, a seconda dei reparti. «Da quel momento - racconta il sindacato - Italpizza ha investito decine di milioni di euro, non per adeguare i contratti, ma per robotizzare le linee di produzione e confezionamento, liberandosi così dei lavoratori in carne ed ossa. La velocità delle linee di farcitura è passata da 2.500 pizze a 4.700 pizze all'ora. Queste pizze vengono lavorate da due sole lavoratrici. La settimana scorsa i tecnici hanno provato se fosse possibile aumentare ulteriormente il ritmo a 6.000 pizze all'ora, esprimendo dubbi sulla possibilità dei congelatori di reggere a questi ritmi, senza minimamente considerare se le persone potessero reggere il ritmo». Il report dei Si Cobas parla poi di «capogiri, svenimenti e nausea per la velocità dei nastri sono all'ordine del giorno, aumentando in questo modo i già altissimi infortuni.... Dunque, oggi Italpizza produce quasi il doppio, ma con meno personale: tutti i lavoratori si trovano quindi in cassa integrazione per quattro giorni a settimana, con un enorme esborso da parte delle casse Inps. Italpizza insomma sta sostituendo il fastidioso personale umano con le macchine, il tutto a spese dei contribuenti. Come mai le istituzioni glielo concedono? La cassa integrazione dovrebbe essere una misura di sostegno alle aziende in crisi - conclude il Si Cobas - non un trucchetto per scaricare i costi del personale, ma sembra che nessuna istituzione preposta ai controlli si sia accorta di nulla...».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google