Discoteche, si apre al 35% «Meglio poco che niente»
Daniele Montanari
La luce in fondo al tunnel, forse ancora molto tenue ma qualcosa si sta smuovendo. Così il mondo delle sale da ballo modenesi sembra accogliere la prospettiva di una riapertura dei locali indicata dal Cts. I tecnici hanno sciolto le riserve riguardo all’unica categoria rimasta ferma per le disposizioni anti-Covid, dando parere positivo alla riapertura delle discoteche ma con una capienza ridotta al 35%. E ovviamente solo con green pass. A livello nazionale la quota ha suscitato malumori da parte dei gestori, che l’hanno indicata come insufficiente e antieconomica: è stato detto che con solo un 35% di clientela i costi per mantenere aperti i locali sarebbero superiori agli incassi.
A Modena c’è sicuramente chi condivide una certa arrabbiatura, ma sembra prevalente la linea di chi vede il bicchiere mezzo pieno. Come Paolo Buzzega, presidente di Silb (Sindacato italiano locali da ballo) Confcommercio Modena, l’associazione degli imprenditori che gestiscono i cosiddetti locali della notte. Peraltro nel sindacato è anche dirigente a livello nazionale: si tratta dunque di una voce di categoria autorevole. «So che tanti miei colleghi mugugnano - osserva - sottolineando, a ragione, il rischio economico di una riapertura messa in questi termini: io cerco di essere ottimista, e di guardare a questa indicazione come la fine di un periodo di blocco totale che per noi, e solo per noi, va avanti dal 23 febbraio 2020. Per me è importante adesso uscire dall’empasse: chiaro che il 35% è poco, ma come si dice “piotòst che gninta l'é mei piotòst”. Io credo che possa essere l’inizio del ripristino completo, che se i dati continuano a migliorare dopo una “piccola riapertura” nel giro di 2-3 settimane si possa arrivare all’80%. E’ importante per me che ci considerino da aprire ora, dopo un lunghissimo e assurdo periodo di stop».
Orientamento positivo dunque, e risposta chiara a domanda secca: con queste condizioni lei il suo locale lo apre? «Sì, io riapro anche se siamo solo al 35% e credo che come me alla fine faranno tutti i titolari dei 15 locali presenti in provincia. Con un po’ di lamentele e proteste, ma riapriranno. Poi ognuno farà le sue considerazioni imprenditoriali: se sia il caso o meno, in base all’afflusso, di aprire anche durante la settimana e non solo nel weekend».
Per quanto riguarda il green pass, non vede particolari problematiche: «Eravamo già pronti prima con i servizi di vigilanza a fare i controlli delle carte d’identità: non ci cambia nulla controllare anche i green pass. Anzi, è un modo per stare tutti più tranquilli, e garantire la sicurezza». Quanto alla predisposizione dei locali, Buzzega la vede semplice: «Si starà più larghi a capienza ridotta, mi sembra complicato circoscrivere delle zone più piccole nei locali che poi magari potrebbero creare problemi nelle vie di fuga. Usiamo i locali come sono: sottoutilizziamoli adesso nella speranza che questo sia solo un breve momento di passaggio in vista del sospirato ritorno alla normalità».
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