Sostenibilità come sfida Un’azienda su due ha un bilancio sociale
Per le aziende italiane (e modenesi ovviamente) la sostenibilità è una sfida sempre più premiante. Lo dimostra l’indagine presentata ieri nell’ambito dell’edizione 2021 dello Festival dello Sviluppo sostenibile in corso e realizzata da Mediamo.net tra maggio ed agosto. Oltre cento le imprese partecipanti a questa ricerca, buona parte delle quali della nostra regione. Aziende di peso, visto che il loro fatturato medio è di 154 milioni di euro, operanti soprattutto nei settori dell’industria, dell’edilizia, dell’energia e dell’agroalimentare. Il 46% di esse pubblica già un Bilancio sociale o di sostenibilità e il 49% ha certificazioni Iso. Coloro che hanno risposto all’indagine hanno dato all’importanza del tema sostenibilità un voto di 8.8, ma ritengono che l’azienda per cui lavorano invece dia a quest’argomento un voto medio di 7.4. «Le persone che hanno compilato il questionario – ha spiegato ieri Andrea Cavallini di Mediamo.net – sono più sensibili sul tema sostenibilità rispetto alle loro impresa. Queste interpretano poi la sostenibilità prima di tutto in chiave aziendale, ossia puntano soprattutto a migliorare l’efficienza energetica, a creare migliori infrastrutture digitali e a fare formazione con un’ottica interna e pragmatica». Tematiche con impatti più ampi e meno immediati vengono dopo. Claudia Carani di AESS, Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile, ha ricordato ieri il ruolo che possono svolgere le comunità energetiche anche in ambito industriale, incentivate a livello governativo. Molto interessanti al riguardo sono le possibilità offerte dai grandi spazi della logistica. Arturo Nora invece ha spiegato che il Consorzio da lui guidato (Ceiss, 21 cooperative in provincia) si occupa da 25 anni di sostenibilità nel contesto del contrasto delle disuguaglianze e alla povertà, con l’inclusione lavorativa ad esempio dei disabili e come partner in termini di sussidiarietà con la pubblica amministrazione per progettare e realizzare servizi. Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, infine ha sottolineato (da remoto) che in Italia le imprese che vanno meglio sono quelle che hanno migliori rapporti con la comunità dove sono insediate e si impegnano si più nella sostenibilità. “Essere buoni conviene”.
G.M.
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