Gazzetta di Modena

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Si Cobas: «Italpizza pronta a licenziare»

Giovanni Medici

Il sindacato sciopera e presidia: «L’azienda ha raddoppiato la produzione ma 100 presto saranno lasciati a casa»

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la protesta

Giovanni Medici

Una denuncia alla Procura per interposizione illecita di manodopera, sporta da lavoratori iscritti a Si Cobas contro l’azienda; uno sciopero contro le condizioni di lavoro; le preoccupazioni per una lista con 100 nomi di dipendenti che verranno presto lasciati a casa. Si Cobas torna davanti ai cancelli di Italpizza a San Donnino e riporta l’attenzione su una vertenza che ha raggiunto il calor bianco nel 2019. «Dopo due anni di scioperi ed accordi firmati con Cgil, Cisl e Uil – spiegano i lavoratori - la situazione è peggiore di prima». Ieri mattina alcune decine di dipendenti di Italpizza non sono entrati in fabbrica e si sono fermati davanti ai cancelli assieme ai loro rappresentanti. Presente anche la Digos e una delegazione del Movimento 5 Stelle, con la deputata Stefania Ascari che annuncia un’interrogazione parlamentare sulla vicenda e «pieno sostegno a chi difende il proprio lavoro e la propria dignità». Secondo l’accordo firmato tra Cgil-Cisl-Uil ed Italpizza nel 2019, a gennaio 2022 tutti i lavoratori in appalto saranno assunti in maniera diretta, con l’applicazione del contratto Alimentare o Logistica, a seconda dei reparti. «Da quel momento Italpizza ha investito decine di milioni di euro, non però per adeguare i contratti, ma per robotizzare le linee di produzione e confezionamento. Ha lanciato dei bond per finanziarsi, acquistato imprese in Italia e all’estero, vuole costruire un centro logistico, non è certo una impresa in crisi – spiega Massimo Pini, coordinatore aziendale dei Si Cobas, una cinquantina di iscritti all’Italpizza - che ha bisogno di fare cassa integrazione per 4 giorni la settimana, da marzo 2020». «La velocità delle linee di farcitura è passata da 2.500 a 4.700 pizze all’ora. Per due sole lavoratrici, per otto ore al giorno. La settimana scorsa – continua Pini - i tecnici hanno provato anche un possibile aumento a 6.000 pizze». Capogiri, svenimenti e nausea per la velocità dei nastri sono all’ordine del giorno, come confermano alcune lavoratrici, quasi tutte di origine straniera. E per i turni del giorno dopo arriva l’sms dell’azienda solo la sera prima. I rappresentanti Si Cobas ieri confermavano che Italpizza ha lasciato a casa circa 90 operai dal 2020 e nonostante quanto dicono Cgil-Cisl e Uil «ha pronta una lista con 100 nomi di lavoratori da licenziare entro fine anno». Si Cobas ha ieri annunciato anche una denuncia per interposizione illecita di manodopera contro l’azienda, sporta da cinquanta operai, e depositata presso la Procura della Repubblica. Chi ha il contratto alimentare percepisce uno stipendio più alto e ha maggiori diritti di coloro a cui è applicato quello della logistica o delle pulizie «Lavoratori che fanno in realtà le pizze sulle linee e che pur essendo formalmente dipendenti di cooperative in appalto, vinti al massimo ribasso, ricevono ordini da Italpizza. Spetterà al tribunale – conclude Pini - fare chiarezza su cosa sta succedendo. E chiediamo alla Prefettura l’apertura di un tavolo».

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