Addio a Massimo D’Elia Per 26 anni è stato il barbiere del Drake
È morto venerdì Massimo D’Elia, storico barbiere di Corso Canalgrande e per 26 anni anche di Enzo Ferrari. Arrivato a Modena dal Lazio nel 1962 per lavorare nella bottega dello zio Antonio, aperta dal 1938 e dove Ferrari era cliente fisso, aveva fatto la barba ogni mattina al Drake per 26 anni, praticamente fino agli ultimi giorni; andando anche a casa sua, la domenica, il lunedì e nei festivi e poi quando Ferrari a causa dell’età non era più in grado di recarsi alla sua bottega. Nel suo negozio, ora gestito dal figlio Alessandro, è in bella mostra la poltrona dove Ferrari si sedeva per questo rito mattutino, prima di andare a Maranello: e c’è anche la cassettina con gli strumenti che D’Elia si portava dietro quando faceva servizio a domicilio. C’è anche una ciocca di capelli di Ferrari. La chiamano “la reliquia”. Tutti oggetti del mito che Alessandro custodisce gelosamente.
D’Elia, deceduto a 79 anni, tre anni fa era stato festeggiato dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli in occasione degli 80 anni dell’attività di famiglia, che si trova al numero 73 di corso Canalgrande, sotto il portico, tra la via Emilia e la chiesa di S.Vincenzo.
D’Elia aveva anche scritto un libro sul suo legame con questo modenese d’eccezione, Il Mio Drake, dove racconta i tanti aneddoti riguardanti quella che era ormai una presenza familiare nella sua bottega, dove quando Ferrari aveva fretta gli altri clienti gli cedevano il posto perché Massimo lo servisse. Proprio nel negozio di D’Elia Ferrari tra l’altro ricevette la notizia del tentativo di furto delle spoglie del figlio Dino dal cimitero di S. Cataldo, nel 1979. E usciva da qui il 10 ottobre 1975 quando il clan dei Marsigliesi tentò di sequestrarlo e l’allora appuntato Giuseppe Zaccaria ne sventò il rapimento.
Giovanni Medici
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