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Infortuni e morti sul lavoro «Servirebbero più controlli»

Riccardo Chiossi
Infortuni e morti sul lavoro «Servirebbero più controlli»

Anmil: «Tornano a crescere i problemi, trainati da una lieve ripresa economica Mancano i controllori e tante aziende riducono i presidi per la sicurezza»

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Riccardo Chiossi

Un simbolo che fa molto rumore: una corona d’alloro depositata davanti al monumento dedicato alle vittime del lavoro nella mattinata di ieri dalle autorità e dai rappresentanti di Anmil, l’associazione nazionale lavoratori, mutilati e invalidi sul lavoro. L’attuale periodo storico è dei più difficili: il Covid e una crisi economica che grava principalmente sul lavoro che non c’è e su coloro che invece vedono peggiorare la loro condizione lavorativa.

Alla cerimonia ha partecipato indirettamente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha inviato un messaggio di vicinanza a tutte le vittime di incidenti sul lavoro, a chi ha perso la vita e a chi ha subito infortuni svolgendo la propria attività lavorativa: «Una ferita sociale che non trova soluzione. Purtroppo è sempre in aumento e diventa lacerante ogni volta che si apprendono drammatici e quotidiani aggiornamenti di incidenti avvenuti. Le tragedie a cui si assiste senza tregua sono intollerabili e devono trovare una fine, rafforzando la cultura della legalità e della prevenzione. Auguro – conclude il Presidente della Repubblica – una riflessione proficua e costruttiva, perché questa giornata rappresenti una spinta per le Istituzioni a garantire il diritto al lavoro in ambienti sani e sicuri».

I temi dunque al centro della manifestazione sono la cultura della sicurezza ed insieme anche il massimo rigetto verso chi aggira le regole per trarne maggior profitto. Sono 78 anni che l’Anmil affianca i lavoratori, dando sostegno morale alle vittime e lottando per un trattamento economico più equo e dignitoso.

Un ruolo ampio che vede l’associazione assurgere ad attenta interlocutrice con istituzioni. Nel modenese, secondo i dati raccolti da Inail, rispetto al 2020 sono cresciuti del 17% (da 7409 a 8666) gli infortuni denunciati, ma sono diminuite le morti bianche. Dati a cui il presidente territoriale Antonio Masella può dare un’interessante chiave di lettura: «Rispetto l’anno scorso gli infortuni sono aumentati e la cosa è dovuta al fatto di questa piccola ripresa lavorativa ed economica. Gli incidenti mortali invece per fortuna sono diminuiti (17 vittime nel 2020 contro le 4 del 2021)». Ancora secondo Antonio Masella a Modena vi è la necessità di assegnare degli ispettori sul lavoro, una mancanza evidenziata un po’ da tutti gli analisti del settore. «A livello nazionale hanno promesso di assumere 2mila nuovi ispettori per superare le criticità – dice Mascella – Con pochi soldi le aziende tendono a ridurre i presìdi per l’infortunistica e il problema va da sé. È un problema italiano, non solo modenese. L’unica cosa che si può fare, è aspettare l’intervento del legislatore».

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