L’omaggio agli undici partigiani «Resistere e costruire il futuro»
Ieri la commemorazione della strage nazifascista avvenuta il 12 ottobre 1944 Bertoni: «Ragazzi, non perdete di vista i principi morali e il rispetto dell’uomo»
Gabriele Farina
TOANO. «Ragazzi, non perdete mai di vista i principi morali e il rispetto dell’uomo». Maria Antonia Bertoni, presidente dell’Anpi di Sassuolo, volge lo sguardo al futuro nel ricordare il passato. A Manno di Toano la mente vola a undici vite spezzate nella notte tra l’11 e il 12 ottobre 1944. Gli undici partigiani uccisi dai nazifascisti avevano tra i 18 e i 43 anni.
L’eco raggiunge il cuore dei presenti, spronando ad assumere anche oggi una posizione chiara e netta: resistere. «Nuovi sovranismi vengono avanti – evidenzia Bertoni – pensiamo al caso della Polonia. L’Unione Europea è nata con un altro progetto. A Ventotene è stata immaginata un’Europa diversa da quella precedente. Dobbiamo rinunciare ai poteri sovrani per convivere insieme in pace». Un ideale che oggi appare più lontano dopo la proposta di dodici Paesi di un “muro anti-migranti”, stravolgendo le fonti del diritto comunitario. Bertoni non si arrende e invita l’Unione Europea a fare altrettanto. «Dobbiamo andare avanti verso un’Unione più forte – esorta la presidente – lo hanno fatto anche gli Stati Uniti». Andare avanti significa guardare alle nuove generazioni. L’Anpi sassolese è dedicata a un giovane ucciso a 22 anni a Manno: Alete Pagliani. «Ricordo che Alete ha avuto un fratello, Renzo, caduto nella campagna di Russia – prosegue Bertoni – quando Mussolini si schierò a fianco di Hitler. Le ceneri di Renzo sono state riportate nel 1996 a Sassuolo». Ancora una volta, il ricordo non è fine a se stesso. «Noi dobbiamo ricordare che la pace è un bene prezioso – ammonisce la presidente del circolo Anpi di Sassuolo – e non si può seguire il canto delle sirene di un regime totalitario, che faceva della guerra il proprio Dna, la propria vocazione, la propria missione». Passato e presente si fondono di nuovo per costruire un futuro basato sulla pace e sul rispetto. «È importantissimo ricordare che l’Europa e l’Italia, grazie alla lotta di Liberazione, si sono lasciate alle spalle la guerra – ribadisce Bertoni – La guerra in Italia era stata voluta dal fascismo: è sempre bene ricordarlo. La nostra Costituzione esprime un ripudio morale della guerra. Usa un’espressione di ripudio anche etico». Più nel dettaglio, l’articolo 11 della Costituzione compie due passi significativi: ripudiare la guerra, promuovere la pace. «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli – recita il testo in questione – come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo». La cultura della pace è da promuovere a tutti i livelli, inclusa la scuola. «I ragazzi di oggi sono in grado di resistere – esorta Bertoni – a scuola e non solo. Hanno accesso al potente mondo delle tecnologie. È fondamentale guidare i giovani a riconoscere in modo critico quali sono le fonti corrette che trasmettono un’informazione corretta». Oggi come ieri, selezionare le fonti consente di avvicinarsi alla verità evitando le false notizie. «Sappiamo che su internet si trova di tutto – conclude Bertoni, ex insegnante di storia – Cerchiamo di guidare i ragazzi nel muoversi in modo razionale e critico tra una molteplicità di informazioni. Non vanno persi di vista i principi morali e il rispetto dell’uomo».
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