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La ludoteca fa quaranta Raffaella Messori l’ha ideata e presto andrà in pensione: «Non smettete di giocare»

m. vittoria scaglioni
La ludoteca fa quaranta Raffaella Messori l’ha ideata e presto andrà in pensione: «Non smettete di giocare»

Ieri a Fiorano si celebrava anche il decimo compleanno del Bla Eventi e laboratori per tutte le età tra libri, favole e creatività 

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FIORANO

m. vittoria scaglioni

È il compleanno del Bla (biblioteca, ludoteca e archivio) e della storica ludoteca di Fiorano, che compiono rispettivamente dieci e quarant’anni. E ieri è stata una giornata di festa.

Per celebrarla, infatti, il calendario è pieno di iniziative rivolte sia ai più piccoli che agli adulti, in particolare ieri si è tenuta la caccia al tesoro Girodante, il laboratorio creativo Frullato di Favole e la visita all’archivio e alle fornaci di Fiorano, ma la lista è ancora lunga tra giochi da tavolo, libri, incontri dedicati ed eventi formativi. Claudio Corradini, coordinatore del gruppo Babele, chiarisce l’obiettivo dell’evento: «Più di tutto vogliamo attirare ragazzi che non frequentano la ludoteca attraverso questa attività di gioco. Tutti corrono attratti dal fatto di poter vincere un premio e hanno l’occasione di scoprire un gioco tradizionale come la caccia al tesoro».

Ecco quindi un modo anche per avviare una relazione, una conoscenza con loro e poterli rincontrare ad altri eventi. Quattro ragazze giovanissime, Melissa, Aurora, Jennifer e Giulia, sono tra i tanti bambini pronti a partecipare alla caccia al tesoro. «I giochi della ludoteca sono educativi e ci veniamo sempre per stare insieme», dicono Giulia e Jennifer, mentre Melissa e Aurora aggiungono «a noi piace prendere in prestito i giochi a casa, ma soprattutto i libri».

Insomma ce n’è per tutti i gusti, e l’obiettivo è sempre quello di divertirsi. Ma la ludoteca è anche una persona: Raffaella Messori è ludotecaria da quarant’anni, esattamente dall’inizio. «Ho realizzato la ludoteca di Fiorano. Ho fatto il progetto, il concorso, poi l’ho creata e ci ho lavorato». L’offerta è ampia: c’è uno spazio di gioco interno per tutte le età, da zero a novantanove, mentre all’esterno ci si organizza con le scuole per i laboratori. «Dipingiamo con l’acquarello o usiamo vari materiali per realizzare piccoli oggetti, anche in base ai vari momenti dell’anno, per feste come il Natale o stagioni come la primavera».

E poi si fa formazione sul gioco con gli insegnanti, mentre due sere al mese ci si trova per giocare a giochi di società da adulti, che sono molto più complessi.

«Del mio lavoro amo l’aspetto creativo, il fatto che sia sempre diverso, senza una routine precisa. Ci si può inventare quasi qualsiasi cosa. Poi c’è il servizio di prestito giochi, controllo e schedatura inventario». Alla fine dell’anno Raffaella andrà in pensione, ma è difficile lasciare un posto che ha gestito da sola per quarant’anni. «Si deve giocare a tutte le età perché è una cosa che fa parte dello spirito dell’uomo, non è solo un’esperienza legata all’infanzia. È stimolante e creativo, dà opportunità di interazione con gli altri, ma fa conoscere anche se stessi perché si mette in campo il proprio io. Il divertimento è sano, spontaneo, senza tornaconto, a differenza del gioco d’azzardo, che in realtà non è un gioco, ma solo un azzardo». Lasciamo Raffaella ai ricordi, consci del fatto che una vita tra il gioco e i bambini può aiutare a restare giovani dentro, a tenere in vita il bambino che c’è in noi.

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